Not Safe For Work

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lunedì 29 maggio 2017

Top o Bottom?




Sopra, sotto o tutte due? – Nel BDSM abbiamo due ruoli complementari e contrapposti, Dominante e sottomesso. Tramite i ruoli si vivono le situazioni, i giochi, le proprio fantasie. 
L’idea che qualcuno può farsi è che ogni persona nell'SM sia per forza Top o Bottom, che voglia dominare o essere dominato. E a volte i principianti ne sono confusi, perché in realtà sono attratti da entrambi i ruoli.
La realtà ancora una volta è che ciascuno è diverso dagli altri e ciascuno ha le proprie preferenze. Alcuni sono effettivamente sempre Top, in ogni situazione, così come altri sono sempre Bottom in ogni situazione. I ruoli non devono essere necessariamente ‘fissi’. C’è chi si trova più a suo agio nel ruolo sottomesso e chi in quello Dominante, e anche chi prova eguale interesse in entrambi.
Spesso non vi è alcuna relazione tra il fatto che si sia dominanti o sottomessi nella vita di tutti giorni e il proprio ruolo BDSM. 

Alcuni dei manager più energici amano in segreto essere umiliati e avere qualcuno che abusa di loro; è un'occasione per abbandonare il self control, di cedere per una volta il peso della responsabilità. Mentre alcuni dei più quieti, docili, apparentemente timidi personaggi che abbiate mai visto si rivelano geni demoniaci del dolore e del piacere quando si dà loro l’occasione.
Essendo i ruoli Dominante/sottomesso speculari ma contrapposti, per giungere ad un buon livello di soddisfazione occorre un certo approfondimento e quindi un adeguato periodo di tempo ed esperienze che consentano di conoscere ed apprezzare i livelli di piacere che esso comporta.
E infine non è raro vedere qualcuno che ha sempre svolto lo stesso ruolo (ad esempio il Bottom) cambiare improvvisamente da un giorno all'altro e sentire l’impulso di diventare un Top, o viceversa. La gente cambia, i gusti cambiano. non c’e niente di strano. 
Per sperimentare un ruolo e farlo ‘proprio’ occorre tempo e dedizione, e soprattutto tanta voglia.
Lo scambio dei ruoli in un rapporto S/m, sia con partner diversi sia nell'ambito della stessa coppia può essere una variante piacevole e fruttuosa ed un completamento delle proprie capacità di soddisfare e soddisfarsi.
Tutto ciò fermo restando che per raggiungere livelli soddisfacenti nel calarsi in un ruolo occorre un certo tempo minimo per approfondirlo e farlo proprio.

giovedì 25 maggio 2017

Una mano forte di Catt Ford

...“Devi imparare a chiedere quello che vuoi,” lo rimproverò
gentilmente Damian. “Come fa
qualcuno ad accontentarti, se tu non fai sapere cosa desideri?”...
..."Stai mentendo, mentre di solito sei un uomo sincero," puntualizzò Ashley. "Guarda, Ian, non sei tenuto a dirmi nulla, nonostante mi farebbe piacere sentire ogni minimo dettaglio, ogni gemito, e lamento, con una perfetta descrizione di come appare il suo splendido fondoschiena quando è arrossato, ma è tuo. ancor peggio, tu hai cominciato a essere suo."
"E' questo che mi spaventa," ammise Damian all'improvviso, sorridendo mestamente.
Ashley appoggiò una mano sullla spalla di Damian. "Noi pensiamo di essere in carica, ma noi poveri, che stiamo al comando, siamo i veri schiavi. Dobbiamo fare tutto noi e dobbiamo riuscire a dare le sensazioni di cui sono alla ricerca le persone che abbiamo sottomesso, per non farli lamentare e farci cadere in disgrazia," terminò drammaticamente Ashley...

TITOLO: Una mano forte
TITOLO ORIGINALE: Strong Hand
AUTRICE: Catt Ford
TRADUZIONE: Cinzia Labo
CASA EDITRICE ITALIANA: Dreamspinnerpress in italiano 2014
CASA EDITRICE ORGINALE: Dreamspinnerpress 2009
GENERE: M/M - BDSM

Trama: Nicholas Sayers ha bisogno di denaro per poter frequentare gli studi e si fa assumere come assistente da un famoso fotografo, Damian Wolfe. Deve solo aiutarlo a fare fotografie, giusto? Sbagliato. Nick non si è mai fatto domande su se stesso, su che tipo di uomo possa essere e cosa voglia veramente nella sua vita, ma lavorare per Damian durante scatti di foto BDSM gli apre gli occhi su ogni sorta di possibili esperienze sessuali e molte di queste includono il bellissimo Damian Wolfe.
Damian ha dei seri dubbi nel lasciarsi coinvolgere in una storia con un giovane che non conosce niente di ciò che riguarda lo stile di vita BDSM, ma lo spirito di avventura di Nick e il suo umorismo nell’approccio con questa nuova esperienza sono troppo affascinanti per poter resistere. Nonostante si renda conto della possibilità che possa essere un errore enorme, Damian coinvolge Nick in quella vita.
Destreggiarsi al limite del proprio controllo, la sottomissione e il dolore eccitano Nick più di quanto avrebbe mai pensato fosse possibile. Grazie a Damian, impara a conoscere i propri desideri più nascosti e scopre che cedere il controllo di se stesso non lo rende debole. Concedere il controllo del proprio piacere sessuale a qualcun altro aumenta il suo piacere. Il contrario è vero per Damian: il controllo lo eccita. Così cominciano a esplorare insieme i loro confini verso la sensualità, non aspettandosi di trovare l’amore lungo la strada.

Catt Ford è riuscita a mantenere la trama durante tutto il romanzo, raccontando della paura, dell'ingenuità e delle insicurezze dei protagonisti senza tralasciare le scene hot. I due protagonisti sono ben delineati e anche i personaggi secondari hanno una loro importanza nella storia e nell'evoluzione dei due uomini; non vengono semplicemente buttati lì per aumentare il numero delle pagine, ma hanno una vita loro che si interseca con quella di Damian e Nick.

In questo romanzo troviamo molti oggetti noti in ambito Bdsm: costrittori, pinze per capezzoli, bacchette, frustini, pantaloni in pelle super sexy, corsetti in pelle o lattice, collari e guinzagli e chi più ne ha più ne metta.
Quello che scopriamo in questo libro che io ho trovato estremamente eccitante ed incredibilmente dettagliato, ma soprattutto, veritiero, è un giovane ragazzo che scopre di avere delle pulsioni particolari, che non aveva mai sospettato di avere.
Abbiamo anche un Dom, un dominatore, che è uscito dal giro, perché stanco di essere ferito sentimentalmente dai suoi sottomessi.
E qui vi state chiedendo: come può un sottomesso ferire il dominatore?
Può farlo, perché è il sottomesso ad avere tutto il potere nel rapporto.
Lui può decidere se andare avanti o fermarsi, se ubbidire o meno, se dare completa fiducia al suo Dom o scappare a gambe levate. Il Dom ha solo il potere di dare ciò che desidera al sottomesso e di ricavarne piacere esso stesso, tutto qui.
Comunque, torniamo alla storia.
Nicholas è un ragazzo giovane, che studia scultura all’università e per pagarsi gli studi, lavora come assistente fotografo per Damian ed è proprio grazie a Damian, a una sua richiesta per una fotografia, che scopre di avere queste pulsioni, questi desideri, che non credeva possibile nella sua persona.
È timido, spaventato da ciò che non conosce e fa una fatica tremenda a fidarsi degli altri, eppure sente questo irresistibile desiderio di affidarsi a Damian per entrare lentamente nel mondo del BDSM.

lunedì 22 maggio 2017

Quali sono gli elementi fondamentali per un SM sicuro? PART 3

Torniamo sul piano delle sensazioni fisiche. Se siete il Top e state legando il vostro Bottom, fate molta attenzione a quello che state facendo. Il Bottom sta per bearsi della sua situazione, tocca a voi verificare che non sia troppo scomodo e che continui a divertirsi. Il “divertimento” può anche essere cattivo quanto vi piace, l’importante è che non sia noioso per il Bottom (la noia è raramente divertente). Se però siete veramente arrabbiati con lui perché non ha rispettato qualche accordo che avevate preso insieme, allora ignorarlo o mandarlo via senza fargli nulla può essere la più severa punizione che poteste dargli. Ma questo è già un “gioco avanzato”.

Tenete a mente l’AIDS. Quasi tutto ciò che va oltre il bacio e il contatto con la pelle nuda è potenzialmente pericoloso se fatto senza protezione. Non abbiate contatti non protetti tra dita, bocca, genitali, ano, in una qualsiasi combinazione fra loro; usate barriere di latex (o pellicola trasparente) per contatti orali/genitali o orali/anali; guanti per penetrazioni manuali; profilattici su peni e vibratori. Usate lubrificanti a base di acqua; se il lubrificante contiene nonoxinol-9 (che uccide il virus HIV) tanto meglio, ma alcuni sono allergici a tale prodotto. 
Il sangue, lo sperma, le secrezioni vaginali, le urine… tutte questi fluidi possono portare l’HIV. Giocate pure duro ma giocate sicuro. Uno degli aspetti interessanti dell’SM è che amplia la gamma di modi per divertirsi in modo sicuro. Ma amplia anche quella dei modi pericolosi però!!! 
Molti Top girano col proprio “kit di sicurezza SM” che comprende, tra l’altro, una torcia elettrica, duplicati di tutte le chiavi di tutti i lucchetti e chiusure varie, forbici per rimuovere velocemente le legature, un kit di pronto soccorso, disinfettanti per i “giocattoli” che vengono in contatto coi fluidi corporei, e così via.

Vi sono alcune cose che sono comunemente ritenute troppo pericolose per essere sperimentate senza supervisione di un esperto. Una di queste è la sospensione: molte cose possono andare storte e provocare danni anche seri. La crocifissione è una forma particolare di sospensione. Anche il piercing non è per principianti, richiede conoscenza e precisione; un errore può veramente provocare un guaio.
Fortunatamente la maggior parte delle attività SM come il bondage, la sculacciata, le stimolazioni dispettose possono anche non essere così severe; possono iniziare dolcemente e crescere di intensità fino al punto desiderato o tollerato. Fate attenzione a ciò che fate, usate il buon senso e vi troverete generalmente bene. Come consiglio generale, iniziate con calma e FATE PRATICA! Imparerete in fretta, vi divertirete lungo il cammino e presto vi troverete a viaggiare in mondi di cui finora avete solo sognato!


martedì 16 maggio 2017

Cinque fantasie erotiche: Una ti riguarda

Una raccolta di piccole e intense memorie, in bilico tra fantasie e realtà.
Prime volte, seconde chances, terzi partecipanti, in un rimbalzo tra carnalità e seduzione.
Una penna che alterna l'inchiostro rosso a quello simpatico. 
Perchè l'ironia è la più grande arma di adescamento. 

Chi scrive non ha genere, se no quello erotico. 
Non ha connotati, se non concavità e convessità da toccare. 

Una raccolta che è aperta a sollecitazioni, comprese le fantasie di chi legge e che vorrebbe leggersi.  

Cinque fantasie erotiche: Una ti riguarda

Risultati immagini per Cinque fantasie erotiche: Una ti riguarda 


Ho letto questa raccolta, scritta da un'amica e mi è piaciuta.
Ho trovato queste fantasie erotiche verosimili e allo stesso tempo improbabili, quindi molto accattivanti. 

Questo libro è riuscito a strapparmi più di un sorriso e alcuni fremiti di eccitazione. 
Leggetelo, ne vale la pena! 

lunedì 15 maggio 2017

Quali sono gli elementi fondamentali per un SM sicuro? PART 2

Un tipo di gioco particolarmente carico di tensione psicologica è il D/S, Dominazione e Sottomissione, in cui il Bottom mette parte della sua libertà nelle mani del Top, che può comandarlo. Sebbene molte persone dal carattere forte possano entrare in tali ruoli con estrema sicurezza e derivarne un’enorme felicità e appagamento, per altri, specie persone con scarsa considerazione di sé, vi sono dei rischi anche psicologici. Il rischio maggiore è che chi domina finisca con l’abusare della sua posizione e della fragilità dell’altro, usando le dinamiche D/S per far sentire il Bottom VERAMENTE incapace e senza valore, al punto di volere che il Top gli sottragga ancora di più la propria indipendenza.

Se riflettendo sulla vostra autostima vi rendete conto che l’essere sottomesso (per quanto eccitante vi possa sembrare) rischi di confermare e consolidare l’immagine negativa che avete di voi stessi, beh, pensate seriamente se il gioco D/S fa per voi, almeno in questa fase della vostra vita. La risposta potrebbe essere “NO”.
Se viceversa state per dominare qualcuno che vi si sottomette perché veramente pensa di “non meritare altro”, considerate se potete essere interessati a un partner con una così scarsa considerazione di se stesso.
In generale è un punto essenziale per chiunque faccia SM stare attenti alle proprie motivazioni, ai propri limiti, e chiarirsi se l’SM (qualunque aspetto di esso vi interessi) servirà a realizzarvi o a distruggervi.

Naturalmente niente è mai così categorico, così bianco o nero; ci possono essere alcune particolari attività, o ruoli, o addirittura parole, che vi fanno sentire insicuri, spaventati, che vi umiliano, e che di conseguenza vorreste evitare. Bene, questo è esattamente quello a cui serve il discutere prima, il concordare: ciascuno ha il diritto di fare ciò che gli piace ed evitare ciò che non gli piace, e ha il diritto di insistere perché il partner rispetti tali confini. (Questo vale per ogni rapporto naturalmente, BDSM o no). 

Il BDSM può addirittura essere terapeutico, ma non può in alcun modo sostituire una terapia. È stato detto che “non si può prendere energia da chi non ne ha”. Un sano rapporto D/S si basa sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza che entrambi i partner hanno fatto una scelta cosciente, informata e soprattutto non costretta: il Bottom è orgoglioso di sottomettersi e il Top è orgoglioso di ricevere il dono di tale sottomissione. È completamente diverso da un rapporto prevaricatore in cui uno dei due controlla completamente la vita dell’altro rendendolo completamente succube e incapace a reagire.



lunedì 8 maggio 2017

Quali sono gli elementi fondamentali per un SM sicuro? PART 1

SM è spesso un gioco, e come tale è divertente. Ma può anche diventare un gioco serio, molto intenso. Ecco alcuni consigli utili per chi inizia.


Prima di tutto: comunicate! 
Fate sapere al vostro partner quello che vi piace e quello che non vi piace. Tenete il dialogo sempre aperto: osservate il vostro partner, siate coscienti di quello che lui o lei stanno provando, pensando, e rispettate i loro limiti. Stabilite un segnale di sicurezza e mettete in chiaro che verrà preso ESTREMAMENTE sul serio se verrà usato. NON date per scontato che il vostro partner condivida una vostra fantasia finché non ne avete ESPLICITAMENTE parlato insieme; se a qualcuno ad esempio piace essere bendato, non significa necessariamente che gli piaccia anche essere legato. E, cosa più importante, date a entrambi la possibilità di fermare il gioco in qualunque momento per qualunque motivo; rispettatevi a vicenda quel tanto che basta a impegnarvi a fermare il tutto se qualcosa va storto.

Siate attenti e sensibili. 

Il gioco SM può comprendere (non necessariamente ma è possibile) l’immobilizzazione, intense sensazioni, dominazione psicologica: non è da tutti; può scavare nell’animo di una persona e far riaffiorare traumi infantili, paure nascoste, senza preavviso. Siate coscienti che state nuotando in acque profonde, siate rispettosi, amorevoli, attenti. Questo non deve spaventarvi al punto da farvi rifuggire l’SM se volete provarlo: questi avvertimenti devono servire a rendervi più attenti e disponibili a capire quello che entrambi state provando. E soprattutto decidete da soli se l’SM (o una parte di esso) può avere uno spazio nella vostra vita sessuale. Non date retta né a chi vi incoraggia con “L’SM è proprio adatto a te” né a chi vi scoraggia con “L’SM non fa proprio per te”. Solo voi potete prendere tale decisione.

Siate onesti, soprattutto con voi stessi. 

Se non volete veramente fare qualcosa non lasciate che il vostro partner vi spinga a farlo. Quando si inizia ad esplorare l’SM è frequente trovarsi con partner che vogliono da voi più di quanto voi siate disposti a dare, o che sono in vena di qualcosa per cui voi proprio non provate attrattiva in quel momento. Secondo la mia esperienza di solito è meglio dire: “Ascolta, mi sembra che cerchiamo cose differenti, parliamone”. Mettersi a giocare quando non ne siete convinti può far succedere di tutto, come minimo una scena senza entusiasmo, fino a un qualcosa che non vorreste fosse mai iniziato. C’è tutto il tempo per sperimentare: l’onestà, e non l’ansia di ottenere, crea una atmosfera di fiducia che vi sarà di aiuto in seguito.

giovedì 4 maggio 2017


Nessuna superficialità di Tommaso Accosta

Ognuno può vivere ciò che vuole nel modo che vuole… ma non dando il nome di un’arte ad un’altra cosa che non ha nulla a che fare. Il BDSM esisteva già dall’antica Grecia. 
E’ un’arte di appartenenza… legame… profondità, fiducia, rispetto… 
Chi non vuole legami ma dice di praticare BDSM sta praticando qualcosa che non lo è… 
E’ appartenenza assoluta… è un sentire che accomuna un’oscurità che non abbandona. 
Chi invece vuole praticare così per esibizionismo… per egoismo… per hobby, anche lui non pratica BDSM perchè non scende in profondità nell’altra persona… non conosce le sue paure… i suoi desideri… ciò che l’altra persona nasconde anche a se stessa. 
La sessualità in tutte le sue forme non è mai stata superficiale… specie nel BDSM che richiede un sentire più forte.
https://tommasoaccosta.blogspot.it/2017/04/nessuna-superficialita.html

lunedì 1 maggio 2017

Io ci metto la faccia e tu?


Leitmotiv dei social in ambito SM è "io ci metto la faccia" quindi sono vero.
Tu che sei anonimo, usi un nick inventato non sei allo stesso livello di coloro che si espongono con i loro veri nomi e le loro facce.
Ma non è sempre così.
Moltissime persone usano i social networks in forma anonima o usando degli pseudonimi.
Il perchè di questo è ovvio. 
Tutto quello che è “bizzarro” viene bollato ed esporre alla luce del sole la propria sessualità o il proprio essere al di fuori della norma, può avere risvolti negativi nella vita personale e professionale.
Usando uno pseudonimo, possono dire tutto quello che vogliono, senza il rischio di essere scoperti. Coloro che interagiscono sul web in forma anonima e/o inventata non devono essere considerati dei codardi. Dietro a questa scelta si cela il bisogno di ritagliarsi uno spazio più libero dalle inibizioni. Coloro che decidono di usarlo sono fortunati più che coraggiosi, fortunati per avere la possibilità di dichiarare la propria sessualità apertamente. (Pseudonimi sono a volte persino usati in situazioni reali; alcune persone usano durante feste e incontri gli pseudonimi che normalmente usano in rete.)

Questo vuol dire che non è corretto cercare di scoprire la vera identità di una persona se questa decide di usare uno pseudonimo. È anche scorretto dire ad altri il vero nome di una persona senza chiedere il permesso se se ne è venuti a conoscenza; questa persona ha infatti deciso di rendere noto il proprio nome solo a voi e non a chiunque. 
NON ESPORRE NESSUNO CHE NON LO DESIDERI. 
Può darsi che voi stessi non abbiate bisogno di uno pseudonimo, ma ciò non vuol dire che persone che vogliono rimanere nell'anonimato debbano essere considerate meno rispettabili.
Questa regola dovrebbe essere rispettata sia in Internet che nella vita.
E’ una questione aperta stabilire quale miglioramento si avrebbe nel mondo se tutti si dichiarassero. Alcuni sostengono la necessità che tutte le persone che amano fare giochi un po’ bizzarri si facciano avanti, in modo da verificare che siamo veramente tanti (ed è vero, siamo proprio in tanti).
Altri, io inclusa, credono che ogni persona dovrebbe essere libera di affrontare la propria sessualità come meglio crede, senza escludere la possibilità di rimanere anonimi se uno così decide.
Ma non fraintendetemi, l'anonimato lo posso anche capire, ma la segretezza di comodo, per rimanere nell'ombra e non esporsi no, non la capisco. Mi fa pensare che ci si vergogni o che si faccia qualcosa che non va. 

In Italia, il fenomeno dell’anonimato sui social è diffuso soprattutto su Facebook. È impossibile sapere quanti dei 27 milioni di utenti che sono attivi mensilmente nel nostro Paese (dati novembre 2015) hanno scelto un nome falso.

Stando al regolamento di Fb, aggiornato nel 2015, iscriversi con un nome diverso da quello con cui si è registrati all’anagrafe è possibile, purché sia quello «con cui ti identifichi di più e che usi nel tuo quotidiano».

Diverso è il mio discorso per coloro che usano Fb per insultare e trolleggiare gli altri. Su Facebook le persone che insultano si presentano – nel migliore dei casi – come dei paladini di una morale o di una giustizia popolare. E quindi si arrogano il diritto di apostrofarti in tutti i modi possibili. Oppure abbandonano ogni giustizialismo popolare e attaccano a testa bassa: solo volgarità.
Individui che si nascondono dietro l’anonimato di Facebook (che poi anonimo non è) e lanciano insulti.
Il leone su Facebook tende a spersonalizzarsi. Non sono io, è il mio doppione digitale a dire queste cose. 

La psicologia delle folle
Psicologi e sociologi conoscono sicuramente Psicologia delle folle, l’opera di Gustave Le Bon (1895) che analizza il ruolo delle masse descrivendole con un’accezione negativa. Ma, soprattutto, puntando il dito sui motivi che portano il singolo a compiere determinate azioni. La massa:
“Crea un inconscio collettivo attraverso il quale l’individuo si sente deresponsabilizzato e viene privato dell’autocontrollo, ma che rende anche le folle tendenti alla conservazione e orientabili da fattori esterni, e in particolar modo dal prestigio dei singoli individui all'interno della massa stessa”.
L’uomo civilizzato diventa un barbaro nella massa, si trasforma in un individuo spontaneo, impulsivo, dai tratti euforici, contrari ai suoi interessi e alle sue abitudini. Bello come sintetizza tutto Le Bon: “Un individuo nella folla è un granello di sabbia fra altri granelli di sabbia, mossi dalla volontà del vento”.

Stessa cosa accade su Facebook. L’individuo labile si lascia trasportare. Per un attimo dimentica gli insegnamenti della madre e si lancia un turpiloquio mai espresso prima. Lascia trasparire tutto quello che si nasconde nel subconscio: rabbia, stereotipi, frustrazione, miseria morale.





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