Not Safe For Work

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martedì 25 aprile 2017

"L’identità di un uomo consiste nella coerenza tra ciò che fa e ciò che pensa."

Charles Sanders Peirce

Il mio nuovo giocattolo preferito: LA FUCKING MACHINE!

Finalmente ho avuto il piacere di provare il regalo che mi ha fatto il mio schiavo Max.
Il culetto ingordo di MB ha dato prova delle sue capacità!

Che dire mi sono molto divertita!



lunedì 24 aprile 2017

Il feticismo: che cos'è?

Il Feticismo e il BDSM sono due realtà spesso legate, ma molto differenti.
Il mio slave J.
Il feticismo è una delle pulsioni più diffuse. La sua caratteristica principale prevede un interesse sessuale non per il corpo del partner nella sua interezza ma solo per una sua parte o addirittura per un oggetto sostitutivo, che può essere un suo capo di abbigliamento o un materiale (la gomma, il lattice, il pizzo ecc). In genere, la persona feticista prova piacere nel toccare, annusare e avere un contatto fisico come leccare o succhiare l’oggetto feticcio, mentre è impegnato nel rapporto sessuale oppure in fase di masturbazione.

Il feticismo può di base dividersi in due categorie. La prima interessa la forma dell’oggetto, che ricopre una fondamentale importanza per il feticista (ad esempio le scarpe con il tacco alto); la seconda categoria interessa il materiale, che diventa la caratteristica fondamentale che deve possedere l’oggetto, come ad esempio la pelle o la seta negli indumenti o negli accessori.Di solito proprio agli occhi del feticista (termine di origine portoghese che definivano cosi proprio gli schiavi per la loro adorazione verso oggetti considerati sacri, il feticcio appunto) risulta esteticamente bello, che racchiuda in toto o in un particolare, la bellezza facendolo diventare un oggetto di venerazione; queste son le parti del feticismo che sorgono tra le pratiche/gusti che colpiscono l'occhio creando eccitazione visiva.

Il mio slave M. 
Esistono svariate pratiche feticistiche raggruppabili in base al canale sensoriale coinvolto principalmente oppure in base alla natura del feticcio. Il canale visivo (la vista) ha molto spesso un ruolo primario: si pensi ad esempio al diffuso feticismo del piede o della scarpa (in particolare al dangling, cioè quando si fa dondolare al piede una calzatura parzialmente indossata, oppure al crush fetish), ma anche ad altre forme di feticismo che riguardano altre parti del corpo come le natiche. La visione entra anche in gioco procurando piacere nell'assistere ad alcuni atti corporei quali l'urinare, defecare, starnutire oppure in altri atti come il fumare. L'olfatto e il gusto sono più direttamente implicate nell'urofilia, coprofilia, o nell'adorazione di varie parti del corpo umano. Il canale tattile svolge un ruolo principale in alcune forme di feticismo come quello che porta a indossare abiti in latex o PVC (seconda pelle), ha un ruolo anche nelle pratiche di schiacciamento come il trampling.
Riguardo alla natura del feticcio, si distinguono innanzitutto tre diverse categorie da cui questo può derivare: da specifiche parti del corpo umano (parzialismo), da fluidi o escreti biologici, e da alcuni oggetti inanimati quali possono essere gli indumenti. Le parti del corpo umano assunte come feticcio sono comunemente il seno, le natiche, i piedi, le mani, le gambe ma anche altre parti meno consuete tra cui le ascelle, il naso, i peli e l'ombelico. Tra i fluidi ed escreti biologici figurano il sudore, la saliva, l'urina e le feci. Tra gli indumenti classicamente associati al feticismo figurano la biancheria intima, le calze, i guanti, scarpe e stivali.
Il feticismo può essere inoltre legato ad alcune caratteristiche fisiche particolari quali la donna incinta, la presenza di mutilazioni, oppure il sovrappeso (BBW).


Il feticismo in letteratura
Restif de la Bretonne si sofferma in diverse sue opere su temi feticisti e in particolare sul feticismo dei piedi, che proprio in riferimento alla sua opera viene talvolta chiamato "retifismo". In Le notti di Parigi (1788-1791), per esempio, Bretonne narra dell'insana passione che porta alcuni uomini a rubare le scarpe di signore sorprese a passeggiare lungo le strade della capitale francese; in Le Pied de Fanchette (1768, opera che non conosce ancora traduzione italiana) protagonista è una donna che si serve del fascino delle sue estremità per avvantaggiarsi socialmente.

Un altro autore che ha lasciato opere considerevoli su questi temi è lo scrittore Tanizaki Junichiro, maestro della letteratura giapponese del Novecento. Il giovanile, primissimo racconto Il Tatuaggio (1909 Shisei Irezumi) esprime chiaramente, in poche righe, la centralità dei piedi nel simbolico erotico dello scrittore: piedi che hanno un'anima e si impongono come strumento di sottomissione dell'uomo nei confronti dell'onnipotente ricca carica sessuale ed esistenziale femminile. Nel romanzo I piedi di Fumiko un giovane aspirante artista scopre la smodata passione di un parente per i piedi di una ragazza che egli mantiene nella propria casa. Perfino negli ultimi giorni della propria vita non rinuncia ad assorbire il poco cibo che è in grado di mangiare dalle estremità di Fumiko. 
La figura dell'anziano folle di passione ritorna nel libro che è considerato tra i maggiori capolavori di Tanizaki: Diario di un vecchio pazzo. Un uomo, al termine della propria esistenza, tra ricordi e riflessioni, vive e racconta la propria debolezza per i piedi della nuora. Tokusuke arriverà a fare incidere l'impronta dei piedi della donna sulla sua tomba. Con la scusa di riprodurre un Bussokuseki (impronte di Buddha), egli stesso farà una litografia dei piedi della giovane Satsuko usando inchiostro rosso. L'operazione con la verniciatura, la manipolazione, l'asciugatura dei piedi, costituisce un'occasione per avvicinare l'oggetto desiderato. "Poi, quando sarò morto, non potrà non pensare: Quello stupido vecchio dorme sotto questi piedi bellissimi. Sto ancora calpestando le ossa di quel povero vecchio sotto terra".

domenica 16 aprile 2017

Bdsm e virtuale

Di tutte le interazioni sessuali possibili tra esseri umani, il BDSM sembra essere tra i più adatti a succedere in un ambiente virtuale o anche semplicemente via chat o videochat. Per molti si tratta di un dato sorprendente: di solito si tende a associare a queste pratiche una fisicità estrema e radicale. La ragione principale è naturalmente che questi generi di sessualità accadono innanzitutto nella mente.

Quindi, mentre molte delle sensazioni associate al BDSM (come il dolore) sono forzatamente assenti, molte altre non solo sono presenti, ma efficaci (“fisicamente”, se si considera la mente una parte del corpo) quasi quanto nel mondo reale. La comunità BDSM residente negli ambienti digitali ha già da tempo iniziato a sperimentare strumenti e tecnologie per attuare diverse di queste pratiche: la costrizione, la deprivazione sensoriale, l’umiliazione, la sissyfication (femminilizzazione, molto efficace in un ambiente dove è possibile alterare il corpo in tempo reale), ma anche il bondage – e molte altre. Con risultati davvero sorprendenti, non solo in termini di intensità emotiva e sessuale ma anche di corrispondenza tra reale e virtuale.


Ma è vero tutto ciò? 
Secondo me, la realtà in tutte le sue sfumature, sopratutto nel bdsm, è e sarà sempre la scelta migliore. 
Le emozioni è vero si possono cogliere nelle parole, ma è solo guardando negli occhi il mio slave, vedere la sofferenza, la gioia, l'amore e le lacrime, che ottengo la mia soddisfazione. 

mercoledì 12 aprile 2017

Random thoughts

Before taking the step to bring BDSM into your sex life there needs to be communication. Communication is key in relationships, and is one of the most important aspects of BDSM, so communicate first! Discuss any fetishes or kinks you or your partner might have and see where your interests overlap.

BDSM is ALL about consent.

martedì 11 aprile 2017

lunedì 10 aprile 2017

Fifty Shades versus BDSM: The reality of consent

di CHARYN PFEUFFER
They’re back, and ready to tie up some loose ends: Fifty Shades Darker, the highly anticipated sequel to Fifty Shades of Grey, opens in theatres next Friday, Feb. 10. Whether you loved, hated or ignored the first movie or the 150-million-copy book trilogy that preceded it, there’s no denying that the blockbuster started a larger conversation about BDSM in popular culture.

 Just in case you somehow missed it, BDSM is an abbreviation: It stands for bondage and discipline, dominance and submission and sadism and masochism. In other words, it’s an umbrella term to describe a myriad of sexual kinks, including but not limited to bondage (rope, blindfolds or handcuffs), impact play (spanking, flogging or caning) and kinky role-play (think doctor/patient or teacher/student scenarios).

When Fifty Shades of Grey hit bookshelves in 2011, people got all hot and bothered. Kinky traffic on the adult website xHamster in Canada rose 28.56 per cent in the year after the first film came out, which, by the way, grossed $81.7-million (U.S.) in North America in its opening weekend. The storyline goes like this: Boyishly handsome millionaire Christian Grey woos recent college grad (and virgin) Anastasia Steele with spendy gifts before introducing her to the Red Room of Pain in his basement. The books arrived at a time when BDSM wasn’t part of the mainstream dialogue and it catapulted women’s hidden desires into mainstream conversation.

If Fifty Shades is your guilty pleasure, that’s fine. But if it’s inspiring you to explore BDSM, keep in mind that long-time practitioners – or players, as they call themselves – largely criticize author E.L. James’s depiction as woefully inaccurate. More than once, Christian refuses to listen to Anastasia’s “no,” but the community has put big efforts into prioritizing consent for many years. And, advocates say, since sexual consent is a critical topic everywhere from postsecondary campuses to criminal courts, a better understanding of BDSM could probably help society at large.

“He is a powerful, rich man with a lot of social power and he uses that to manipulate her and coerce her into a relationship that he wants,” says podcast host Dawn Serra about Fifty Shades. “Nothing about the agreement is about what Ana wants, nor does he ever acknowledge how his power automatically makes her agreement questionable.”

On her show, Sex Gets Real, Serra often discusses the importance and practicalities of two core BDSM beliefs about consent: that all acts should be safe, sane and consensual, or SSC, and that everyone should practise risk-aware consensual kink, or RACK. “The goal is ultimately the same,” says Serra, who lives in Salt Lake City, Utah. “That everyone involved in an activity understands the potential risks and has taken the necessary precautions for their required level of safety, and that everyone involved has the ability – mentally, psychologically and socially – to choose for themselves whether or not to engage in this activity.”

BDSM players typically communicate via a “safe word”: an agreed-upon verbal safety net of sorts. The most common one is “red,” meaning stop, like a stop sign. According to Whiplr (Tinder for the kink community), fruits and colours make up nine of the top 15 most popular safe words. Banana or pineapple, anyone?

“In BDSM, it is common practice to discuss ahead of time what all partners want to do, and what limitations they have,” says Carol Queen, the staff sexologist at San Francisco sex-toy shop Good Vibrations. She adds that these limitations are sometimes based on boundaries, and sometimes on health issues, “as when a person who has asthma shouldn’t have a hood put on them.”

Queen began exploring BDSM in the 1980s, and says that it’s where she first heard the actual word “consent” used regularly, and discussed as an integral part of an erotic experience. She says it’s far less common for those having “old-fashioned skin-to-skin sex” to have involved conversation about what they like, don’t want to do and what kind of STIs they might have.

She believes that most of us are poorly equipped to have an honest dialogue about sex and that many negative experiences – from awkward misunderstandings all the way to sexual assault – might be avoided if we got comfortable with these conversations. “The BDSM players are among the only people on the planet who elevate sexual/erotic communication this way,” Queen says. “We all have tons to learn from them.”

The official trailer for Fifty Shades Darker has been viewed more than 17 million times on YouTube, but it’s unlikely that the franchise will help teach us about healthy sexual consent. Here’s a line from the first book, written from Anastasia’s point of view: “No,” I protest, trying to kick him off. He stops. “If you struggle, I’ll tie your feet too. If you make a noise, Anastasia, I will gag you.” Trust and communication is essential in BDSM relationships, but it’s nowhere to be seen in these scenes.

“It romanticizes a coercive, manipulative, abusive relationship that is not consensual, while also insisting that being abused is the reason someone would be into BDSM,” Serra says. “In the second and third books, it’s clear that Christian begins to let go of his sadism as Anastasia begins to fix him, which reinforces a lot of dangerous cultural messaging around women being responsible for fixing emotionally unintelligent, unavailable men. Ana never had a chance.”

She tries to steer people toward similar, supererotic stories depicting consensual, healthy relationships between two consenting adults who are emotionally mature and self-aware. They do exist. Right now, she’s recommending How Not to Fall and How Not to Let Go, both by professional sex educator, PhD and New York Times bestselling author Emily Foster. “They are a direct response to Fifty Shades by a well-known sex educator and they are so hot without glamorizing abuse or manipulation,” Serra says.

“The real thing we need is for all of us to learn way more about sex and erotic and kinky play,” Queen says. “If viewers can get it that movies like Fifty Shades are not sex education, then some will get turned on to varying sex acts and know that they need to go out and learn more about them.” After all, consent isn’t just sexy – it’s mandatory.

http://www.theglobeandmail.com/life/relationships/fifty-shades-versus-bdsm-the-reality-of-consent/article33876672/

lunedì 3 aprile 2017

Ecco perché le tue relazioni estreme non durano

di Ayzad
Guida per esploratori del sesso insolito. Studia cose strane per spiegare quelle quotidiane

Ci hai messo così tanto impegno. Hai lottato per accettare le tue strane fantasie erotiche finché hai scoperto che là fuori c’erano altre persone che condividevano i tuoi desideri. Hai cercato informazioni e studiato un sacco; hai imparato a memoria il gergo. Hai fatto tuo il motto dell’SSC e ripetuto prove con le varie tecniche fino a quando non ti sei sentito pronto; hai raccolto il coraggio per provarci davvero; hai subito tutta l’ordalia delle uscite con sconosciuti e tutte le persone assurde che hai incontrato. E poi – finalmente! – hai trovato il partner di gioco perfetto.
Una persona che incarnava tutti i tuoi ideali e condivideva con entusiasmo tutti i tuoi gusti. Qualcuno così bravo a sperimentare nuovi giochini sexy e zozzi che non riuscivi a credere quanto fossi stato fortunato – al punto che gli appuntamenti sono diventati qualcosa di più, fino a sbocciare in una vera relazione.
Vi siete innamorati l’uno dell’altra e avete riso alle spalle di tutti gli aspiranti Christian & Ana Grey, perché la vostra vita da sogno era esageratamente migliore delle loro.
E allora, tanto per curiosità… Com’è che la tua storia non è durata più di qualche mese – o al massimo di qualche anno? Anzi, già che ci siamo: che mi dici anche di tutti i tuoi altri idilli falliti? Cos’è andato storto?

Le lacrime amare di infiniti porcelli
Partendo dalle basi, se mal comune è mezzo gaudio puoi consolarti sapendo di non essere il solo a penare così.
Le relazioni estreme sono notoriamente fragili quasi per tutti – tanto che la cosa è diventata addirittura tema di un intero sottogenere artistico. Film famosi come Le lacrime amare di Petra von Kant o The duke of Burgundytrattano proprio di rapporti sadomasochisti deludenti, per non parlare di una pietra miliare della cultura zozza quale Venere in pelliccia, scritto nientemeno dalla persona che ha dato il proprio nome al masochismo. Queste e altre opere condividono tutte lo stesso concetto di fondo.
Il fatto è che, quando ci sono di mezzo sessualità insolite o sesso in generale, tutti noi non ci innamoriamo di una persona ma di un personaggio, ossia di un “ruolo interpretato per suscitare specifiche reazioni negli altri”: il Master virile e tenebroso, la Dominatrice crudele quanto seducente, lo Stallone, la servile Schiava priva di volontà, il Feticista perfetto come un disegno e così via. Presto o tardi però siamo destinati a scorgere il mero essere umano dietro la maschera, inevitabilmente imperfetto e occasionalmente distratto come capita a tutta la gente vera – ed è lì che i nostri sogni cominciano a sbandare per finire a sbattere il muso contro il brutto paracarro della realtà.

Uno shock analogo fa normalmente parte dell’esperienza di debuttare sulla propria scena erotica preferita. Che si tratti della comunità di scambisti locale o di un club BDSM, quando si trova finalmente il coraggio di partecipare dopo aver passato innumerevoli ore a fantasticarvi sopra… di solito si resta delusi dall’incontrare tipi piuttosto normali, se non l’esatto opposto di quanto ci si aspettasse. A volte è l’effetto di una cultura costruita su fondamenta difettose, ma più spesso la semplice ragione è che al di fuori di stravaganti set porno la gente tende ad avere rughe e ogni genere di forma, a fare battute sciocche e chiacchierare del più e del meno, a essere ogni tanto impacciata e a vestire quasi mai i tuoi abiti fetish preferiti. Non è che siano falsi o pipparoli (beh, per lo meno non la maggior parte): sono semplicemente persone. E non c’è motivo di disperarsi. Lasciati spiegare perché.

La scienza dietro il bleah
Dopo aver confrontato tutti gli studi mai compiuti sull’argomento, il meraviglioso libro The social dimension of sex ha confermato ciò che la maggior parte di noi aveva probabilmente già intuito con la semplice osservazione: il segreto per mantenere il proprio partner interessato ed eccitato – specie se femminile – è il mistero. Non mi sto riferendo a qualche squallido “trucco da artista del rimorchio” o robe simili; voglio solo dire che la gente ama svelare l’enigma di uno sconosciuto e apprendere nuove cose sui propri partner sessuali, anche se si tratta solamente di minimi dettagli personali. Ciò significa anche che quando non ci sono più “segreti” da scoprire subentra la noia. È solo una conseguenza di come funziona il nostro cervello: le nuove scoperte e un’intimità sempre più stretta sono entusiasmanti, mentre le abitudini potranno essere anche piacevolmente confortanti ma ammazzano sempre l’eccitazione.

In altre parole il proverbio inglese ha ragione: la familiarità alimenta il disprezzo, ed ecco perché quando si passa abbastanza tempo assieme a qualcuno la frenesia sessuale dei primi incontri finisce per scomparire. È pura natura umana e non necessariamente una brutta cosa: smettere di scopare come conigli tutto il tempo permette alle coppie di trovare la quiete e l’energia per concentrarsi sulle questioni pratiche necessarie a far funzionare davvero un rapporto. Questo a sua volta apre la strada al tipo di relazione stabile di cui hanno bisogno i genitori per procreare e crescere un figlio… il che sarà pure meraviglioso per la genetica, ma non precisamente afrodisiaco. In effetti, è evidente come la nostra programmazione ancestrale sembri fatta apposta per condannare le nostre belle, perfette, relazioni sexy e tritarle fino a ridurle alla borghesia annichilente del tenersi compagnia.

Sfortunatamente le cose vanno ancor peggio quando entrano in gioco le sessualità alternative. Il BDSM in particolare – ma tutto il sesso insolito in generale – si fonda su fiducia e comunicazione. Lungi dall’essere maniaci sessuali scriteriati, gli appassionati di pelle e fruste sono orgogliosi di negoziare, discutere e dissezionare ogni aspetto dei loro incontri fin nei dettagli più minuti.
Questo naturalmente è l’esatto opposto del tenere in piedi un aura misteriosa. Il risultato finale è che, mentre la qualità del gioco cresce pian piano verso vette inarrivabili, la connessione sempre più stretta fra i partner manda tutto a ramengo sotto un altro aspetto.

Pene d’amore
Se le coppie vanilla già trovano difficile fare del buon sesso quando sono distratte da un milione di fastidi quotidiani quali bollette, bambini urlanti, problemi sul lavoro, piccoli malanni o qualsiasi altra preoccupazione possa deragliare il romanticismo, a chi fa dell’eros uno stile di vita tocca affrontare un ulteriore ostacolo. Il fascino impareggiabile dell’erotismo estremo deriva infatti dall’attrazione che esercita sul nostro inconscio collettivo: i suoi archetipi senza tempo solleticano qualcosa nel profondo dell’anima e alimentano le nostre fantasie con immagini oniriche spesso più astratte che basate nella realtà. Un esempio perfetto di tutto ciò è la famosa scena della festa in maschera di Eyes wide shut che, indipendentemente da quanto eccitante possa essere, risulta ridicolmente assurda se solo la si analizza a mente fredda.

In coppia con la questione della familiarità citata prima, questa dissonanza rode inesorabilmente gli ideali da sogno che erano alla base dell’entusiasmo provato per il BDSM quando l’abbiamo scoperto la prima volta. Rituali, regole e disciplina già sono difficili da conciliare con la vita quotidiana, ma ancora di più lo è mantenere l’atteggiamento “appropriato” per un serio dominante o sottomesso. Quando si ha vissuto insieme per un po’ e si ha visto Lord Supersadico piangere per avere sbattuto un alluce come capita alla gente normale, i brividi che si sentono mentre ci si inginocchia per baciargli i piedi potrebbero ben essere non di soggezione ma di risa trattenute a stento nel ricordo dell’incidente. E viceversa, scatenare le proprie fruste, pinzette e altri diabolici strumenti sul corpo dell ’Inutile Schiavo con vera crudeltà diviene sempre più innaturale a mano a mano che una vocetta perplessa nel retrocranio continua a rammentare che si tratta anche del corpo della persona che ami, che ti ha curato quando avevi l’influenza e con cui hai fatto due figli.

Come personal coach specializzato in sessualità insolite mi capita spesso di incontrare persone ai ferri corti con questo conflitto fra la realtà della propria relazione e i comportamenti erotici ideali che vorrebbero tenere. Di norma il mio primo suggerimento è di fare un tentativo di gioco di ruolo per prendere le distanze dalle identità percepite di solito, o di indossare maschere fino a quando si ritrovi uno spazio mentale di gioco libero dai fardelli quotidiani. Questi sono tuttavia solo rapidi rattoppi alla buona, trucchi del mestiere per disinnescare situazioni che stanno degenerando e dare la possibilità di lavorare più serenamente sul problema di fondo. Che è un problema semplice, ma per essere affrontato richiede molto più coraggio di quanto sia servito durante quei primi, terrorizzanti incontri con compagni di gioco sconosciuti.

https://www.wired.it/play/cultura/2015/12/15/perche-tue-relazioni-estreme-non-durano/

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