Not Safe For Work

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martedì 29 marzo 2016

Dominare... Cosa vuol dire? Un punto di vista

Siamo abituati a sentire termini come “SM” o “sadomaso” o “sadomasochismo” che provengono dai tempi in cui queste varianti hard di fare l’amore erano ancora considerate delle patologie. Oggi negli ambienti clinici si parla di “parafilie”, ma nella concezione normale della gente si mischia un po’ tutto. 
Chi si occupa praticamente del sesso hard, preferisce il termine BDSM che copre un’ampia gamma di esperienze e tiene conto della sua dimensione voluta e ricercata. 
Il termine inglese include tre tipi di sceneggiature diverse che talvolta si mescolano, altre volte sono ben distinte:

• BD significa: bondage and discipline
• DS vuol dire: domination and submission
• SM sta per: sadism and masochism

Questo pacchetto chiarisce come gli amanti di giochi di potere e sottomissione, umiltà e devozione, dolore o non-dolore sono tutti ritrovabili nel concetto di BDSM. Un motivo in più per dichiarare onestamente ai potenziali partner di gioco se i propri desideri sono collocati piuttosto nel dolore, nella sottomissione, nell’umiliazione, nell’essere alla mercè di un altro. Chi ama gli stivali non necessariamente vuole anche essere pestato. Chi ama servire, può detestare la punizione. Chi preferisce gli stimoli visivi, forse rinuncia volentieri all’essere toccato. Una persona masochista in certe circostanze non trova alcun piacere nello stare in ginocchio.

DOMINARE
Abbiamo detto che in questo tipo di gioco il dominante entra consapevolmente nel suo ruolo per godere del suo potere, mentre il sottomesso può esplorare la sua capacità di abbandonarsi e godere nell’essere “vittima”. Mettiamo vittima fra virgolette perché nella prassi il più delle volte è il sottomesso a godere di più: c’è qualcuno che si prende cura di lui, viene viziato e riceve molte più attenzioni e stimolazioni erotiche, che in altre occasioni. Se per il sottomesso la sfida più grande è quella di abbandonarsi e di concedere all’altro la regia del gioco, il compito per il dominante è molteplice. Molti principianti pensano che con quattro corde, due fruste e un’idea in testa si possa fare il dominante. Si meravigliano quando dopo un quarto d’ora non sanno più cosa fare, lasciano perdere la dominanza e passano a fare l’amore come hanno sempre fatto.

Una volta creata la sceneggiatura, nella dominazione ci sono alcuni punti da osservare:
• Conviene preparare tutti gli attrezzi come corde, fruste, gel vaginale, preservativi, prima di iniziare il gioco per avere poi tutto a portata di mano. Come dominante ti metti gli abiti appropriati e ordini al sottomesso come deve vestirsi per arrivare al gioco, abbigliamento intimo compreso.
• Dominare non significa essere crudele, ma implica una maggiore comprensione di quanto si pensa. I sentimenti sono sempre presenti. Ricordatevi che nessuno di voi è un oggetto ma una persona. Se invece fa parte della tua sceneggiatura trattare l’altro come un oggetto, va definito prima del gioco. Per rendere il gioco erotico, oltre alla determinazione ci vuole anche empatia, allora si può godere attraverso il contatto con il sottomesso dell’intensità che questo sta provando. Essere dominante vuol dire avere il controllo su quattro cose: su se stesso, sul sottomesso, sulla relazione tra voi due, sulla sceneggiatura. Dominare è divertente e al contempo impegnativo, perché il dominante porta simultaneamente sia se stesso che l’altro ai propri limiti.
• Per entrambi durante i giochi hard è tassativo: niente alcool e nessuna altra droga, né legale né illegale. Tutti le droghe cambiano la sopportazione e la percezione ed estendono i limiti “normali”, possono ingannare sia te che il sottomesso senza che vi rendiate conto.
• Tieni conto che tutti abbiamo dei limiti. Se il sottomesso ti dice “puoi fare tutto con me” si sta illudendo o non è consapevole dei propri limiti. La stessa persona dopo 20 frustate stillerà “basta, fa troppo male” Se lui non riesce a essere preciso, è il tuo compito specificare fin dove puoi veramente andare.
• Almeno durante i primi giochi per allenare te e il sottomesso, puoi anticipare ogni azione a parole come: per questo errore ti do ora dieci sculacciate. Ti porterò un po’ più indietro per vederti meglio. Ti bendo gli occhi, allora non potrai più vedere, ma sentirai di più.
• Il sottomesso può entrare in uno stato di coscienza offuscata per vari motivi: perché ha varcato il limite del piacere conosciuto, o per l’intensità dell’abbandono, o del dolore, o dell’eccitazione, o di tutti questi fattori messi insieme. Se osservi che ha uno sguardo strano, che non reagisce più in maniera chiara e non ti sembra del tutto presente, fagli delle domande per testare la sua presenza. Chiedigli per esempio: “cosa senti? Ti ricordi il codice di sicurezza? Vuoi che mi fermi un po’?” E fatti dare delle risposte chiare. Con questo gioco portiamo le ombre alla luce, ma le ombre non devono sopraffarci, dobbiamo rimanere integri nella nostra psiche e nel nostro corpo.
• Dominare implica sedurre il sottomesso a esplorare i propri limiti, portarlo oltre a quello che da solo farebbe, portarlo oltre la prima soglia del coraggio e tenerlo nel gioco tra le due soglie. Perciò, una volta chiarita la linea generale del gioco, non chiedere troppo. Ricordati che tu hai la regia in mano, non lui! Questo riguarda anche le pratiche sessuali. Il sottomesso ti ha delegato di gestire il suo piacere e si aspetta di essere portato a esperienze nuove, si aspetta che tu lo fai eccitare, che attraverso la forza del tuo terzo chakra riesca ad aprire la sensualità del suo secondo e la passione del suo primo.
• Dominare non vuol dire necessariamente far soffrire il sottomesso. Dominare significa soltanto che tu hai il comando, ma non implica cosa fai. Potresti anche legarlo a una sedia e ordinargli di masturbarsi, mentre tu mangi comodamente una fetta di cocomero. Ricordati però che per masturbarsi gli serve avere una mano libera. Oppure potresti provocargli tanto piacere come lui non si sarebbe mai permesso, in modo sottile e graduale, trattandolo con piume, carezze, parole eccitanti, ordinandogli di guardarti.
• Se lo schiavo prova ad uscire dal suo ruolo con parole tipo “non farmi questo” o “vedi di stare attendo, dove mi tocchi” o “aspetta, sono un po’ stanco” o simili imposizioni o manipolazioni, dove cerca di riprendere la regia, come padrone ricordagli del suo ruolo con un tono sicuro e deciso. Lo devi fare subito, al primo segnale, altrimenti rischi che pian piano i ruoli si omogeneizzeranno e il gioco si trasformerà nel solito brodo. Ricordati, finché il sottomesso non dice il codice di sicurezza, la direzione del gioco spetta esclusivamente e te!
• Ogni dominante ha un punto debole e ogni sottomesso ha dei momenti dove abbandonarsi è difficile. In questi momenti il sottomesso sarà tentato a togliere la forza al dominante manipolandolo. Donne sottomesse lo fanno spesso con delle battute ben piazzate, con sorrisi lusinganti, oppure ridendo. Se come dominante in questo momento non sei ben centrato, ti può tirare giù in un attimo. Per il dominante si tratta di riconoscere queste modalità e di tutelarsi per la prossima volta. Se per esempio il sottomesso ride, puoi punirlo severamente o usare un bavaglio.
• Non ti stupire se ti trovi in imbarazzo a fare il dominante. Se sei una persona abituata a compiacere gli altri, entrare consapevolmente nel ruolo del dominante può essere una tra le sfide maggiori. E potrebbe succederti, come lo abbiamo visto più di una volta, che il sottomesso dice “ancora, ancora” mentre il dominante esclama “non ce la faccio più” e getta la spugna.
• Dominare non significa necessariamente duro lavoro. Molti dominanti all’inizio fanno l’errore di usare troppi strumenti, di fare nodi complicati, di perdersi nei dettagli tecnici, di preoccuparsi più dell’attrezzatura che della persona che ha di fronte. Finiscono con l’essere “gli indaffarati” e dimenticano di essere “i dominanti”. Non conta tanto la tecnica, ma il tuo stato interiore, che il tuo terzo chakra si espanda, che provi piacere nel comando, che respiri il tuo potere. Alla fine del gioco prendetevi una pausa, non condividetevi subito i vostri vissuti, ma fatelo con una certa distanza, per esempio il giorno dopo. Ditevi apertamente cosa avete provato nel sottomettersi e nel dominare, nel fidarvi di te stesso e dell’altro, cosa vi è piaciuto e cosa non, cosa era particolarmente eccitante, quali modifiche hai percepito nell’aura, quali chakra erano accesi e vibranti e quali non. Ma parlate anche di eventuali difficoltà, incomprensioni, vergogne, timori, sensi di colpa o altre ombre della passione. Ditevi come vi siete sentiti nel periodo dopo il gioco. Questo è un punto importante, perché talvolta la vera ombra non si rivela durante, ma dopo il gioco. Raccontatevi, se qualcosa è rimasto inconcluso e sarebbe da riprendere un’altra volta, se avete scoperto un nuovo desiderio, se il dominante in un certo punto poteva andare anche oltre, se la sceneggiatura sarebbe da revisionare. Così da ogni gioco potete anche imparare: ognuno per sé e per la vostra relazione di coppia.

Read more:http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=2187#ixzz44CP3FNMt

mercoledì 23 marzo 2016

Ruined orgasm: orgasmo rovinato

L’«orgasmo rovinato» è un corollario della pratica teasing & denial e, più in generale, del controllo dell'orgasmo.
La Domme che a un certo punto decide di far godere il sub, ma che allo stesso tempo non vuole che costui si liberi di tutto il desiderio represso accumulato può usare questa tecnica.
Per questo motivo Mistress un po’ cattive, come me, che non vogliono andare contro la salute del sub ed al contempo non vogliono che si liberi di tutto il desiderio represso accumulato dopo tanti sacrifici, lasciano che lo sperma fuoriesca con un “orgasmo rovinato”. Per rendere ancora più chiaro il punto si vuole ottenere una eiaculazione senza orgasmo.


L’orgasmo si può rovinare in varie maniere e cercherò di seguito di illustrare alcuni esempi:

1. il primo tipo di orgasmo rovinato è l’orgasmo abbandonato. L’uomo è caratterizzato dal cosiddetto punto di non ritorno, superato quel momento non gli è più in nessuna maniera possibile trattenere l’eiaculazione. Il “trucco” sta quindi nell’arrivare a quel punto ed abbandonare immediatamente la stimolazione. L’eiaculazione avverrà, ma il sub non proverà alcun piacere anzi rimarrà fortemente frustrato e disperato.
2. un secondo tipo di orgasmo rovinato consiste nel far provare al sub proprio nel momento dell’orgasmo un corrispondente dolore che gli rende impossibile godere a pieno dell’imminente orgasmo ad esempio colpendo i testicoli.
3. uno corollario della tecnica di cui al punto due è una versione appena più soft. Si prosegue la stimolazione e si lascia godere appieno l’uomo e poi continuare la stimolazione ancora ed ancora. L’effetto è un dolore lancinante per l’uomo che mi maledirà con tutte le proprie forse e cercherà di sfuggire, per cui se volete provare legatelo prima!

4. ultimo tipo è l’eiaculazione per stimolazione indiretta. Premetto che non tutti gli uomini possono raggiungere questa eiaculazione e che anche quello che ci “riescono” non arrivano sempre ad averla. Consiste nel far eiaculare l’uomo senza che l’organo sessuale sia ne direttamente ne indirettamente interessato da qualsiasi tipo di tocco. 

venerdì 18 marzo 2016

Il controllo dell'orgasmo: tease and denial

Il controllo dell’orgasmo è concetto assai ampio. Allo stesso tempo esso rappresenta una costante, la base oserei dire, di moltissime situazioni BDSM, che possono essere le più disparate tra loro.
Dai neofiti, che si avvicinano con curiosità al BDSM in cerca di sensazioni diverse, fino a rapporti estremi di disciplina e di sottomissione, il “Teasing & Denial” (Teasing, cioè lo stato di eccitazione sessuale; Denial, letteralmente negazione, s'intende dello sfogo finale liberatorio, ma più comunemente intesa o comunque praticata come controllo, più o meno prolungato, dell'orgasmo) presenta infatti uno sconfinato universo intermedio.
Non è un caso, dunque, che nel BDSM costituisca frequentemente un mezzo, forse il principale, per approfondire un rapporto di dominazione D/s e per comprendere le inclinazioni proprie e del partner.
Si tratta di una pratica che prescinde dal sesso dell’individuo, perché il soggetto a cui si nega o di cui si controlla l'orgasmo (sub) può essere indifferentemente (tecniche a parte) sia un uomo e sia una donna e allo stesso modo anche il soggetto che lo controlla (Dom) può essere sia un uomo e sia una donna.


Mi piace un mondo questa cosa e mi eccita poter scrivere che il suo cazzo è MIO, che la sua sessualità è MIA, il suo sesso è MIO, il suo orgasmo è MIO, insomma sono sicuramente delle responsabilità in più....ma vi assicuro che è veramente eccitante.Mi piace tantissimo tenerlo casto, perché so perfettamente che farebbe qualsiasi cosa per uscire o per non entrare in quella gabbietta ed è una vera libidine farlo venire con un orgasmo rovinato. Sinceramente non so se si dice così, ma un orgasmo rovinato (ruined orgasm) mi piace soprattutto farlo - per esempio - quando decido di liberarlo dalla cintura.


Il teasing & denial rientra forse nella categoria delle pratiche SM più sottili e psicologiche. In questo caso non è la cera calda oppure la ruvidità della frusta ad essere fonte di piacere (o dolore), bensì la mente. La mente della persona dominata (solitamente uomo) viene stimolata tramite carezze o parole sino al raggiungimento di un intenso stato di eccitamento e mantenuto per un periodo di tempo più o meno prolungato a questo livello.
L'idea consiste nello stimolare costantemente l'erezione ma mai fino a raggiungere l'apice del godimento. Il diritto all'eiaculazione è infatti la prima cosa a cui la persona sottomessa rinuncia, il nocciolo di questa piacevole schiavitù. Più vicino e più a lungo viene portato l'uomo all'orgasmo senza tuttavia concedergli il privilegio della liberazione, maggiore diverrà la sua sofferenza ed il suo senso di frustrazione e totale dipendenza dalla Dom.

Questa pratica solitamente è volta a sfruttare l'alto potenziale di eccitamento dell'uomo: un uomo privato della facoltà di godere è un uomo pronto a tutto pur di venir alla fine gratificato. La pressione psicologica esercitata sull'uomo contribuisce infatti ad abbattere tutte quelle barriere, tabù ed inibizioni altrimenti presenti. Quando la Dom è soddisfatta dei risultati raggiunti dal proprio sub, può scegliere se farlo finalmente godere e se sì, in che modo. In generale il primo orgasmo dopo un periodo più o meno lungo di stimoli ed astinenza forzata è molto forte e copioso, tanto da ripagare l'uomo per le sofferenze patite. Una dominatrice particolarmente sadica può decidere di negare un tale piacere minimizzando l'orgasmo maschile. Un tale scopo lo si raggiunge portando l'uomo qualche secondo al di la del punto di non ritorno e poi abbandonandolo al proprio triste destino.

Il teasing & denial è un ottimo "gioco" per stimolare la mente sia della persona dominante che di quella dominata ed è particolarmente adatta per dominare l'uomo (anche se alcune donne sono attratte dall'idea di venir private del diritto di godere, esse restano comunque una minoranza). 
Il teasing & denial non lascerà di certo cicatrici o ematomi, ma è uno strumento efficacissimo per il controllo totale della persona dominata.


mercoledì 16 marzo 2016

"Fino a quando non si è stretta una relazione D/s e vi sia stata una condivisa cessione del potere tra due esseri umani bisognerebbe evitare di pensare e considerare un qualsiasi sub, uomo o donna che sia, come un essere inetto, senza nessuna realizzazione personale, in una condizione infelice e piena di indecisione, voglioso di poter impiegare il proprio tempo a disposizione di altri per poter riempire la propria inutile Vita. Coloro che si propongono come sottomessi, sono persone, spesso anche bellissime, persone che hanno una loro vita, fatta di interessi, di impieghi, di responsabilità, conosco artisti, infermiere/i, medici, professionisti, una cuoca, un falegname molto famoso anche in ambito Bdsm. A tali persone va dato il massimo rispetto, sopratutto in assenza di un legame concordato, sopratutto quando si ha con loro un mero contatto epistolare e non si è ancora in nessuna intimità. Sono persone e dovrebbero essere considerati amici fino a quando il rapporto non cambia. Certo debbono anche loro dare rispetto e gentilezza di modi ma non sono disponibili a tutto ed a tutti solo per il fatto di voler cercare un certo tipo di rapporto, non sono insultabili al primo ritaglio di tempo di uno/a che si fa chiamare Master o Mistress, sono persone e non sono di nessuno fino a quando non si ha con loro una relazione o un' unione."

Arcangelo Salvemini

sabato 12 marzo 2016

I miei ultimi regali!!!
Ringrazio Sissy Thianna per la splendida creazione: il mio nuovo cane in carbonio.
Ma soprattutto ringrazio il mio ammiratore e devoto napoletano per i suoi doni.

Grazie

martedì 8 marzo 2016

8 Marzo: perchè...

L’8 marzo è la Festa delle Donne o, più correttamente,  laGiornata internazionale della donna. Ma perché si festeggiano le donne proprio in questo giorno? E qual è la storia che ha portato le donne a essere celebrate?

Nello specifico, l’8 marzo è dedicato al riconoscimento delle lotte che sono state portate avanti dalle donne e alle loro conquiste sul piano dei diritti, dell’economia e della politica contro le discriminazioni e le violenze di cui, ancora oggi, sono vittime in molte parti del mondo.

La storia di questa festa affonda le sue radici nella manifestazione che il Partito Socialista americano organizzò il 28 febbraio 1909 a sostegno del diritto delle donne al voto. Proprio in quegli anni, le donne si attivarono sul tema delle rivendicazioni sociali e molte decisero di scioperare e scendere in piazza per molti giorni per chiedere un aumento di salario e il miglioramento delle loro condizioni di lavoro.

Nel 1910 il VIII Congresso dell’Internazionale socialistaproposte di istituire una giornata dedicata alle donne.  L’anno dopo, nel 1911, a New York la fabbrica Triangle andò a fuoco e quasi 150 donne persero la vita.

Da allora le sollevazioni femministe si moltiplicarono in tutta Europa. Ma fu solo nel 1917, quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, che si fissò all’8 marzo la festa delle donne.

Cinque anni dopo la festa cominciò a essere celebrata anche in Italia e nel 1945 l’iniziativa si consolidò grazie. Nel 1946 tutta l’Italia partecipò alla festa della Donna e si scelse la mimosa, la pianta che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza.

mercoledì 2 marzo 2016

Spanking

Lo spanking (sculacciata), noto anche come spankophilia, è un gioco erotico che consiste nello sculacciare il partner allo scopo di provocare l'eccitazione sessuale di entrambe o anche di una sola delle due parti in causa.
Lo spanking è di norma considerato una delle discipline tipicamente appartenenti al BDSM (sadomasochistiche in particolare) ma non tutti i praticanti la interpretano in tal modo; per alcuni infatti tale pratica può essere considerata gratificante anche all'interno di una relazione sessuale tradizionale o addirittura al di fuori di ogni contesto di coppia, come pratica del tutto a sé stante.

La pratica della sculacciata erotica è comunemente combinata con altre forme di preliminari sessuali, quali ad esempio il sesso orale; ma può anche esser combinato col bondage, al fine d'aumentar l'eccitazione ed il senso di sottomissione. Le forme più "avanzate" di spanking, come il swiching, Paddling, Belting, Caning, Whipping e Birching comportano invece della mano l'uso d'un attrezzo apposito.
Molte antichissime culture descrivono d'altra parte il dolore fisico come altamente afrodisiaco, ad esempio il Kama Sutra vi si sofferma con particolare accuratezza, descrivendo nei dettagli su come colpire correttamente il partner durante il rapporto sessuale.

Storia e letteratura 
Le origini, la portata ed il "valore" da attribuire alla sculacciata come consensuale pratica erotica rimangono in gran parte occultati ai più, e la sua storia, esistente fin dalle epoche più remote, quasi del tutto sconosciuta. Raffigurazioni di flagellazioni a scopo sessuale si trovano all'interno di tombe etrusche databili al VI secolo a.C., denominate per l'occasione Tombe della fustigazione. 

Coloro che sono interessati alla pratica del dare o ricevere sculacciate son detti in ambito anglosassone spankophiles: un esempio in tal senso lo abbiamo dal poeta Algernon Swinburne (più volte implicita nella sua poesia è tal pratica). Famose sono poi Le confessioni di Jean-Jacques Rousseau della seconda metà del Settecento in cui il filosofo, nel primo capitolo dell'opera, parlando della sua infanzia racconta di quando fu sculacciato per la prima volta dalla cameriera di casa per una marachella commessa: da allora e per tutta la vita seguitò poi a cercar questa (a suo dire) deliziosa forma di punizione che doveva essergli inflitta rigorosamente da una giovane donna.
"La Signorina Lambercier, nostra tutrice, esercitava in tutto su di noi l'autorità di una madre, anche per infliggerci la punizione classica data ai bambini... Chi avrebbe mai detto che questa disciplina infantile, ricevuta all'età di otto anni dalle mani di una donna di trenta, dovesse influenzar così tanto le mie propensioni, i miei desideri, tutte le mie passioni per il resto dell'esistenza... Cadere ai piedi d'una padrona imperiosa ed esser messo sulle sue ginocchia, del tutto inerme e scoperto a lei,obbedendo ai suoi ordini ed implorando perdono, sono stati per me i godimenti più squisiti; e più il mio sangue s'è infiammato sforzandosi in fervide fantasie e più ho acquisito l'aspetto d'un amante piagnucolante"
Proprio questo brano mi ha portato alla mente le parole di uno dei miei schiavi, quando mi raccontava la sua iniziazione allo spanking da bambino, nella versione più innocente.
Esperienza che poi lo ha portato alla ricerca di esperienze simili in ambito Bdsm.


Il marchese De Sade descrive questa pratica nei suoi romanzi, così come lo scrittore austriaco Leopold von Sacher-Masoch. Per avvicinarsi a tempi più recenti, la stragrande maggioranza della pornografia inglese dell'epoca vittoriana è costituita da centinaia di migliaia d'incisioni e fotografie di donne e uomini frustati e/o sculacciati. Ma non mancano neppure, per tutto l'800 (quando i giochi di sottomissione sessuale d'un uomo verso la donna eran definiti come vizio inglese) molteplici e variegate rappresentazioni letterarie di flagellazione (birching)e spanking: i romanzi erotici dell'epoca The whippingam papers, The birchen bouquet ed Exibition of female flagellants, assieme all'opera buffa pornografica Lady Bumtickler's revels han alimentato le fantasie d'intere generazioni.

Di molti personaggi noti è stata scoperta, solo dopo la morte, questa loro predilezione e gusto particolare, tra cui il più famoso di tutti è certamente T.E. Lawrence (Lawrence d'Arabia). Un moderno romanzo francese del 1988 è intitolato L'arte della sculacciata. La sculacciata è presente spesso e volentieri nella letteratura erotica, passata e contemporanea.

Il tipo più comune di spanking viene somministrato sulle natiche scoperte: è eseguito principalmente usando le mani nude, ma spesso ci si può avvalere anche di una varietà di strumenti specifici quali: palette, canne di legno o cuoio, cinture, righelli scolastici, frustini, (Paddle, Cane, Hairbrush, Ruler, Strap); ma anche altri strumenti sono molto popolari, tra i quali possiamo certamente citare rami flessibili di betulla, fruste e frustini, scarpe da ginnastica o zoccoli, spazzole per capelli, padelle da cucina, giornali arrotolati ed infine anche il martinet (un flagello a più strisce di pelle dura).

Posizioni
La posizione classica è quella Over the Knee (OTK), ovvero con il partner sottomesso alla sculacciata (Spankee) posto sulle ginocchia del partner dominante sculacciatore (Spanker). Altre posizioni vedono colui, o colei, che riceve la sculacciata appoggiato alla spalliera di una sedia o poltrona con il busto piegato in avanti a 90°, oppure toccarsi le caviglie con le mani, o in tante altre posizioni anche in relazione allo strumento utilizzato.
La posizione può anche esser scelta per aumentar certi effetti specifici, quali l'aumento dell'umiliazione e del sentirsi completamente alla mercé dell'altro; questi sentimenti s'aggiungono così alla semplice sofferenza fisica, accrescendo alla fine il soddisfacimento.

Ruoli
Quando sono gli uomini che sculacciano le donne (M/F = Male on Female) a volte richiedono ch'esse si travestano da studentesse, oppure che giochino a fare la "sorellina", la "segretaria", l'"infermiera" interpretando fino in fondo un ruolo che rende tutto più eccitante. In questi giochi la donna viene sculacciata per punizione, per qualcosa che ha commesso o per una mancanza. Lei inizialmente non accetta la punizione e tenta di ribellarsi ma alla fine cede ed offre il fondoschiena all'uomo per ricevere la sculacciata. Quando è invece la donna che sculaccia l'uomo (F/M = Female on Male) questa sarà la maestra o la madre severa, la domestica o baby sitter, la sorella maggiore o, nello specifico BDSM, la mistress-padrona.
In alcuni casi lo spanking può essere applicato come forma di correzione fisica all'interno di una relazione di dominazione, in cui il partner dominante, detto Master o Mistress, assume il compito di educatore o addestratore nei confronti del partner sottomesso, detto slave. In questi casi non necessariamente la pratica dello spanking comporta l'eccitazione sessuale di uno dei partner, ma può concretizzarsi in una vera e propria forma di tortura intenzionalmente diretta a provocare l'umiliazione psicologica (causata ad es. dall'esposizione imbarazzante e coattiva delle proprie parti intime al di fuori di un contesto sessuale) o il dolore fisico, anche persistente, nel soggetto che vi viene sottoposto.






















https://it.wikipedia.org/wiki/Spanking

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