Not Safe For Work

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giovedì 26 marzo 2015

Clistere o "giuliva siringa" - parte seconda

Il clistere o enteroclisma è una pratica volta a liberare l'ultimo tratto dell'intestino. In campo medico la si effettua a scopo diagnostico, in prossimità di un intervento chirurgico, o semplicemente per una momentanea difficoltà ad evacuare dovuta alla presenza di un fecaloma ostruttivo traumatizzante, oppure in caso di stipsi od altri problemi inerenti la defecazione. La pratica ha una diffusione anche domestica. 
L'attrezzo per praticarlo è costituito da un contenitore in gomma a forma di pera, terminante con un beccuccio da introdurre nell'ano, per la sua forma questa pratica casalinga è chiamata anche "peretta" o "pompetta"; per evitare lesioni durante l'inserimento, viene lubrificato il beccuccio e il punto di introduzione. 


Il liquido da introdurre può essere acqua tiepida mista a olio, glicerina o soluzioni lassative. Per i bambini di pochi mesi, sono disponibili nelle farmacie confezioni "usa e getta", sagomate in modo appropriato, contenenti piccole quantità di glicerina. Lo scopo del clistere è quello di eliminare il blocco fecale grazie all'acqua o altro liquido, che, aumentando di volume all'interno dell'intestino, fa raggiungere a chi riceve il clistere lo stimolo di defecare e al tempo stesso, "scioglie" anche le feci dure. 

Una pratica igienica similare, in uso da persone adulte, fatta con regolarità a intervalli di tempo variabili, è costituita dall'enteroclisma, volto a pulire a fondo il retto e a dare una notevole sensazione di benessere. In questo caso il liquido introdotto è in quantità maggiore, da 1,5 fino a 3 litri, può essere semplice acqua con l'aggiunta di sostanze rinfrescanti ed essenze naturali. 

L'attrezzo è costituito da un contenitore a forma di sacca, provvisto di un rubinetto collegato ad un tubicino flessibile di lunghezza appropriata, terminante con una cannula rigida. 
La sacca viene posizionata più in alto rispetto al corpo; introdotta la cannula e aperto il rubinetto, il liquido fluisce nell'intestino per effetto della forza di gravità, con una velocità dipendente dall'altezza della sacca. Solitamente viene preferito un flusso molto lento, in modo da permettere alle anse dell'intestino di adattarsi a ricevere tutta la soluzione senza interruzioni. 
Nel caso dell'enteroclisma, data la maggiore quantità di soluzione introdotta, può risultare vantaggioso assumere la posizione sdraiata su un fianco (preferibilmente quello destro), in tal modo il ventre non comprime l'intestino. Un'altra posizione adottata consiste nell'inginocchiarsi sul pavimento sopra un asciugamano, portando in basso la testa: in tal modo si pone l'intestino nelle migliori condizioni per ricevere il flusso. In entrambi i casi, terminata l'introduzione, possono essere eseguiti leggeri massaggi sulla zona del ventre fino alla comparsa dei primi stimoli di evacuazione, la quale avviene generalmente con brevi scariche a intervalli più o meno ravvicinati. Tutta la procedura può essere ripetuta immediatamente, anche tre volte di seguito. È possibile effettuare clistere ed enteroclisma da soli, ma la collaborazione di una seconda persona agevola notevolmente l'operazione. È preferibile eseguire l'enteroclisma la mattina a digiuno o la sera prima di andare a dormire…

Queste pratiche sono anche usate all'interno di giochi sessuali, in particolare nelle attività BDSM. La pratica può essere piacevole per entrambi i sessi; nell'uomo il notevole flusso di liquido può stimolare la prostata, è infatti abbastanza comune in individui costretti a farlo per prescrizione medica e che lo considerano spiacevole, avere inaspettate erezioni. 
Questa pratica può risultare utile prima di effettuare il sesso anale, in particolare l'anilingus, e in previsione dell'uso di giocattoli sessuali; oltre a rafforzare la libido, risulta efficace nell'eliminazione di feci e nella riduzione di batteri, pulendo il tratto intestinale per la successiva attività sessuale. 


A questo scopo, in alternativa alle soluzioni liquide, viene usato da tempo un prodotto di consistenza gelatinosa, (K-Y), da introdurre con una siringa orale, questo prodotto ha il vantaggio di rimanere compatto nell'intestino con conseguente evacuazione dopo circa mezzora, in modo fluido e regolare, senza spruzzi come succede con un liquido, inoltre contenendo lubrificante, eventuali tracce di residui fecali tendono ad aderire alle pareti del retto piuttosto che agli oggetti eventualmente inseriti successivamente. 

http://lagiulivasiringa.altervista.org/clisteromania.html

sabato 21 marzo 2015

Dominazione psichica e dolore

Piacere e dolore sembrerebbero “Secondo Natura” due esperienze irrinunciabilmente di segno opposto e inconciliabili: legati al soddisfacimento vitale del desiderio o alla sua negazione, alla minaccia, alla morte. Pratiche sessuali che ricercano il piacere tramite il dolore possono rientrare o meno in perversioni sessuali clinicamente intese, in ogni caso è lo squilibrio di potere che si crea fra i due partner a rappresentare il fulcro della dinamica sadomasochistica che coniuga piacere e dolore.
 

Piacere e dolore possono confondersi e sostenersi reciprocamente in una relazione sadomasochistica consensuale (BDSM) e regolamentata che drammatizza per esorcizzarla la tensione fra la vita e la morte; ma possono anche configurare specifiche perversioni sessuali (sadismo e masochismo secondo il DSM-IV) che perseguono il piacere sessuale stabilmente e unicamente attraverso sofferenze e crudeltà inflitte o ricevute fuori da una relazione consensuale o regolamentata e che possono avere anche gravi conseguenze fino alla morte di uno dei partner.

Piacere e dolore nel BDSM
Il termine BDSM è stato coniato in riferimento a quelle pratiche sessuali sadomasochistiche consensuali che si differenzierebbero dalle perversioni sessuali clinicamente intese che sfuggono al controllo della persona invadendo tutte le sfere della sua esperienza. Nelle pratiche BDSM la ricerca del piacere sessuale attraverso il dolore è svincolata da elementi di crudeltà o sopraffazione ma è invece altamente ritualizzata all’interno di pratiche negoziate e consensuali fra i partner caratterizzate da fiducia reciproca, sicurezza e collaboratività (Landi, N., BDSM. Ars erotica tra dolore e piacere, Rivista di Sessuologia, 2011, 35, 4, 261-267). La ritualizzazione del dolore che fonda lo squilibrio di potere fra dominatore e sottomesso diventa, in altre parole, un modo peresorcizzare attivamente ciò che di per sé sfuggirebbe al proprio controllo (il dolore, la sopraffazione, la morte).

Piacere e dolore nelle perversioni sessuali
Ciò che contraddistingue sadismo e masochismo come vere e proprie perversioni clinicamente intese è il fatto che la ricerca onnipotente del piacere mediante il dolore (inflitto o ricevuto) diventa l'unica modalità attraverso la quale la persona ricerca l’appagamento sessuale,strumentalizzando l’altro e oggettivandolo, fuori da alcuna implicazione relazionale e fuori quindi dalla con sensualità. Per questo tali pratiche possono anche sfociare in esiti pericolosi o infausti. Qualunque pratica non lesiva (o non gravemente) fra adulti consenzienti non può essere invece considerata clinicamente perversa toutcourt (Simonelli C., L’approccio integrato in sessuologia clinica, Franco Angeli, 2007).



Fonte: http://www.crescita-personale.it/il-piacere/2491/sadomasochismo-piacere-e-dolore/3749/a
http://www.psicoaiuto.info/2013/04/26/dominazione-psichica-e-dolore/

mercoledì 18 marzo 2015

Clistere ovvero la “giuliva siringa”

Il clistere non è solo una pratica sanitaria. Ha una sua valenza erotica che nei secoli scorsi ha portato il clistere ad essere soprannominato “giuliva siringa”. 
Brevi riferimenti alla letteratura erotica sulla giuliva siringa, alle stampe, quadri ecc.
Il perchè della valenza erotica del clistere. 
Le 3 distinte fasi di questa pratica: preparazione, somministrazione, evacuazione.
Il clistere può essere una pratica BDSM. 
Note distintive tra quello erotico e quello punitivo.
Sesso e clistere.

Il clistere è oggi considerato da molte persone essenzialmente una pratica medica, casalinga o ambulatoriale, con evidenti scopi fisiologici. Certamente il clistere è anche questo, e se non se ne abusa è un’abitudine piuttosto salutare: basti pensare alla detossificazione del colon proposta oggidì da rinomati (e costosi) centri di idrocolonterapia .
Il clistere viene dato per via rettale: si vanno dunque innanzitutto a toccare delle zone che, a ragione, vengono considerate erogene, sia per le donne che per gli uomini, e cioè ano, perineo e parte finale del retto. Nei maschietti, perdipiù, c’è anche in loco la ghiandola prostatica che, massaggiata dolcemente dal liquido caldo di un clistere, può produrre stimolazioni sessuali di un certa importanza. E’ sicuramente per questo motivo, cioè a causa di una involontaria/volontaria manipolazione di zone erogene, che la pratica del clistere ha assunto – in special modo nei secoli passati – una valenza di gioco erotico e sensuale. Ne sono testimonianza le numerose raffigurazioni artistiche della pratica della giuliva siringa (così venne infatti leggiadramente denominata), che si trovano in quadri, stampe e persino ceramiche, risalenti agli inizi del secolo scorso. Per non dire della letteratura galeotta di certi racconti licenziosi, godibili ancora oggi, nei quali la giuliva siringa era quasi sempre presente.

Andando ancora più indietro nel tempo, arriviamo al 17° secolo che giustamente viene considerato il “secolo dei clisteri” per l’enorme ed indifferenziata diffusione che tale “rimedio” ebbe in quegli anni: per nobili e popolani la siringona del clistere divenne un’abitudine quotidiana. Nella società parigina, si provava gusto a ricevere anche tre clisteri al giorno: vi provvedevano spesso gli Apotecari, cioè dei farmacisti specializzati che adottavano addirittura la siringa per clisteri quale loro insegna. E’ il mondo di Moliere, nelle cui opere si vedevano spesso vasi in peltro e siringone di ogni specie! Secondo la credenza comune, che poi divenne una moda, la pulitura interna o “lavamento” poteva più di ogni altra cosa preservare la salute. Tra le donne dell’aristocrazia il clistere era poi desiderato in modo particolare quale insostituibile mezzo per ottenere una carnagione più pura e più bianca. La pratica divenne tanto diffusa che non esisteva casa o palazzo senza lo strumento del clistere, e vennero pure scritte canzoni e poesie per celebrare la procedura.
Anche il Divin Marchese De Sade fu testimone e divulgatore della pratica del clistere. Ricordiamo ad esempio la bella Juliette che si eccita con le lavande intestinali praticate nella “Società degli amici del crimine” e che nel suo viaggio in Italia ben volentieri va a far visita al Re di Sardegna allo scopo di ricevere alcuni clisteri che il Sovrano si sarebbe divertito a somministrarle dietro compenso di duemila zecchini.

Ma perché, ieri come oggi, il ricevere o il praticare un clistere può originare delle pulsioni fortemente erotiche, a prescindere dal fatto che, come detto, si vanno comunque a manipolare delle zone erogene? La risposta non può essere univoca, perché le implicazioni mentali-psicologiche possono essere molto diverse da persona a persona. Il mondo infatti è a colori, e così il bagaglio culturale e di sensazioni può variare, ed infatti varia, tra donna e donna, tra uomo e uomo e tra donna e uomo. C’è chi giudica male la pratica del clistere perché troppo impegnativa, o troppo legata ad elementi scatologici. C’è chi invece vi trova la quintessenza dell’eccitazione in un gioco multiforme, a tratti ambiguo, di voglio/non voglio per chi riceve e di castigo/amore per chi lo pratica. Nel mezzo, tra i due estremi, la variegata graduatoria di una miriade di personali interpretazioni della giuliva pratica del clistere, o enteroclisma che dir si voglia.

E siccome in questo sito si parla di BDSM, ecco un altro interessante quesito: il clistere è una pratica SM?
A mio avviso non lo è necessariamente, ma può ben esserlo. Non nasce, il clistere, come pratica sadomaso, a differenza ad esempio della sculacciata (a cui è spesso accostato), che è un castigo per definizione. Il clistere è una pratica sanitaria, può essere un diversivo erotico dolce ed addirittura romantico e “può diventare” una punizione. Se chi lo riceve lo considera un atto umiliante e di sottomissione, il clistere è una punizione. Se chi lo sta praticando lo vede come una forma di dominio e di possesso, il clistere è una punizione. Ci sono ovviamente anche altri parametri di valutazione per dire che un clistere è punitivo (il suo volume, il liquido usato, la sua temperatura, il diametro della cannula, l’eventuale presenza di estranei …), ma rimane fondamentale l’approccio psicologico all’atto di praticare – in questo caso infliggere – e ricevere – in questo caso subire – un clistere.
In ambito SM entrambi gli attori, cioè sia chi domina sia colui/colei che subisce, “sentono” forte il quoziente di umiliazione indubbiamente insito nella pratica. Prima ancora di un inevitabile “fastidio” e poi di un certo dolore fisico, sono la vergogna ed il senso di sottomissione le cifre distintive di una punizione data mediante la somministrazione di un  clistere.

Allora ci possono essere molteplici varianti durante le diverse fasi dell’operazione: dalla promessa/minaccia preventiva di una grossa purga mediante un buon clisma, alla presenza di terze persone che osservano e giudicano la punizione, alla presenza di specchi, all’abbinamento con sculacciate ed umiliazioni verbali, al tempo di ritenzione del liquido, alla circostanza che l’inevitabile evacuazione finale può anche non essere un fatto privato …
Dunque il clistere SM è probabilmente quanto più distante possa esistere da una pratica cruenta e/o estrema. Non è il dolore fisico che conta (in questo pratica decisamente sopportabile), ma TUTTO il resto, e cioè:
- la fase preparatoria, tutta impostata sul gioco psicologico sia che si tratti di un clistere erotico (ricerca di una giusta posizione, toccare, lubrificare ed allargare il buchino…), sia si tratti di una procedura punitiva (enfatizzazione su ciò che avverrà, legatura del/la paziente, insistenze verbali sull’aspetto scabroso della pratica al fine di aumentare l’umiliazione ecc. ecc.);
-la fase di somministrazione, che inizia con l’introduzione della cannula che può essere anche di buone dimensioni e prosegue con quella che può ben essere definita una lunga, ed inesorabile, sodomizzazione liquida;
- la fase finale evacuatoria che, come detto, può avvenire in privato ovvero in pubblico, tenendo comunque presente che non si parla qui di una pratica scat o shit che dir si voglia. Il giocare con le feci non ha nulla a che fare con il clistere o giuliva siringa. L’evacuazione eventualmente pubblica ha scopi puramente di umiliazione e di vergogna per la parte passiva. Si usa dire che questa terza fase è “eventuale” non perchè chi subisce si tenga nella pancia l’acqua ma perchè l’evacuazione spesso non rientra nello svolgimento del gioco.
Per quanto riguarda il sesso abbinato alla giuliva siringa, beh, ognuno può farlo come più gli aggrada: nel clistere erotico “durante”, ma non necessariamente. Si può fare “dopo”, si può fare “prima” pregustando ciò che avverrà. Nel clistere punitivo si può imporre la masturbazione a chi lo subisce oppure, al contrario, la masturbazione (maschile o femminile) può rimanere assoluta prerogativa riservata a chi osserva la punizione o a chi il clistere lo pratica.

23/03/2010 by Aldohttp://www.gabbia.com/boudoir/23/03/2010/il-clistere-ovvero-la-%E2%80%9Cgiuliva-siringa%E2%80%9D/





venerdì 13 marzo 2015

Castità (BDSM)

La castità nell'universo BDSM è una pratica erotica che consiste nell'astensione, obbligata o scelta, da ogni attività sessuale da parte del partner sottomesso al fine di favorire o permettere un suo maggiore o addirittura assoluto controllo psicofisico da parte del partner dominante. Per il fatto che in questo senso la castità non è una virtù volontaria bensì una condizione imposta per via della sua difficoltà, e spesso con l'ausilio materiale di una cintura di castità, è anche detta castità forzata.
Caratteristiche della pratica

Fra le pratiche BDSM la castità è un'estensione della semplice negazione dell'orgasmo e si differenzia da quest'ultima per elementi quali la maggiore lunghezza di periodo senza eiaculazioni e stimolazioni, il possibile utilizzo di cinture di castità (maschili o femminili) per la restrizione fisica di erezioni e stimolazioni e, in conseguenza di questo, l'emersione di un rapporto di dipendenza fisiologica del soggetto in castità rispetto a colui o colei che detiene la chiave della cintura, e che per questo è denominato keyholder («possessore della chiave») e può decidere non solo della durata del periodo di castità ma anche della sua intensità, ovvero del grado di stimolazione sensuale (fisica o psicologica) che lo stesso casto dovrà subire durante quella durata. L'efficacia di questo stratagemma, che può essere applicato indistintamente fra uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna, risulta tale da permettere al keyholder di tenere in scacco la volontà del soggetto in castità, la cui proibizione di accesso a ogni attività erotica può ben oltrepassare il rapporto sessuale e la masturbazione e giungere fino al divieto di usufruire di materiale pornografico o addirittura di avere un qualsiasi contatto fisico d'intimità (come baci, carezze o abbracci) col proprio partner, causandogli così un sempre più impellente bisogno sessuale.

Negazione dell'orgasmo
La Negazione dell'orgasmo, ovvero "orgasm denial" o "teasing & denial" (lett.: stimolare e negare), è un tipo di pratica sessuale che consiste nel vietare o impedire a un soggetto per un tempo più o meno lungo il raggiungimento dell'orgasmo sessuale. Tale pratica trova particolare diffusione nella comunità BDSM, come forma di disciplina e di dominazione, spesso associata all'umiliazione della persona sottomessa (slave) da parte del suo dominante (Dom). In questo caso, la negazione dell'orgasmo può consistere in un divieto a tempo determinato o indeterminato, di raggiungere il piacere mediante l'autoerotismo, ovvero in una proibizione rigida e assoluta, che comprende anche la negazione del piacere durante gli atti sessuali svolti dal sottomesso insieme al suo padrone o alla sua padrona.

In questo caso, l'eccitazione sessuale può essere stimolata ripetutamente fino a raggiungere livelli molto elevati e per un tempo molto lungo, senza che tuttavia la persona sottomessa abbia la possibilità di eiaculare; ciò provoca una frustrazione ripetuta e umiliante del suo desiderio sessuale. La negazione dell'orgasmo è praticabile sia su uomini che su donne. La negazione dell'orgasmo in senso lato appartiene infine al tantrismo che fra le sue pratiche sessuali include il coito senza orgasmo, cioè con orgasmo per lungo tempo trattenuto e ritardato, e differisce dalla pratica BDSM per il solo fatto che questo precetto tantra intende sostituire (o aggiungere) la componente spiritualistica a quella sadomasochistica ed edonistica.

Teasing and denial
Il teasing and denial (anche abbreviale come T&D) è la forma più generica e comune di negazione dell'orgasmo, necessita la partecipazione attiva sia del soggetto dominante che di quello sottomesso, e indica precisamente l'azione dello stimolare gli organi genitali del sottomesso («teasing») per poi interrompere bruscamente appena prima dell'inizio dell'orgasmo, e quindi negandogli l'orgasmo stesso («denial»). Questa operazione può essere compiuta ripetutamente e anche per lungo tempo, e la ricompensa finale dell'orgasmo è di solito a discrezione del partner dominante, che ovviamente può anche negarlo rimandandolo. Si può dire che tra il T&D rientri fra le pratiche del controllo dell'orgasmo, che differisce dalla negazione dell'orgasmo per il solo fatto che la prima è a breve termine o comunque ben determinata temporalmente, mentre la seconda può essere a tempo indefinito e teoricamente persino infinito.

Tie and tease
La pratica di «tie and tease» ("legare e stimolare") è una variante del T&D in cui il soggetto sottomesso è in qualche modo legato, e quindi i cui movimenti del corpo sono impediti. In tal modo tale variante è anche psicologicamente e fisiologicamente più intensa della precedente, a causa del surplus di umiliazione e di senso di impotenza avvertito dal sottomesso che si ritrova alla completa mercé del dominante.

Eiaculazione senza orgasmo e milking
Negli ambienti BDSM è anche diffusa la pratica di insegnare al sottomesso ad eiaculare senza però raggiungere l'orgasmo, evidentemente con molto sforzo e resistenza. In tal modo sarebbe possibile estendere concretamente ad infinito il tempo della negazione dell'orgasmo, il quale solamente (al di là dell'eiaculazione) può apportare piacere e sollievo nel sottomesso. Da alcuni è comunque messa in dubbio la possibilità fisiologica di una tale pratica, anche se in realtà essa appartiene alla pratica tantrica tradizionale. Inoltre in alcuni casi, la pratica della negazione dell'orgasmo può essere accompagnata, quando essa è effettuata su soggetti maschili, dal cosiddetto milking: l'eiaculazione può cioè essere provocata mediante stimolazione interna della prostata, per via anale, senza tuttavia produrre alcuna sensazione tipica dell'orgasmo. Ciò può servire a prolungare la durata della negazione dell'orgasmo, pur senza provocare gli sgradevoli fastidi (infiammazioni e problemi prostatici) dovuti alla mancata eiaculazione per lungo tempo; una tale pratica inoltre aumenterà la frustrazione del sottomesso a causa della sensazione di un'eiaculazione privata di ogni piacere fisico.

Negazione assoluta
La pratica di negazione assoluta indica semplicemente la negazione per il sottomesso non solo dell'orgasmo ma anche della stimolazione senza orgasmo, che pur sarebbe per lui piacevole. Ciò non toglie che il dominante potrebbe stimolare il sottomesso in altro modo differente dal tatto, ad esempio visivamente e/o verbalmente. Si noti che per negazione assoluta non s'intende la negazione infinita, cioè nel tempo, infatti a questo livello il sottomesso potrebbe ancora essere autorizzato a raggiungere l'orgasmo a determinati intervalli di tempo, anche brevi o molto brevi.

Negazione dell'orgasmo a lungo termine
La pratica della negazione dell'orgasmo può altresì essere utilizzata come forma punitiva e/o educativa, nel tipo di relazioni BDSM, in particolare quando continuativa e duratura, detta 24/7; in questi casi il divieto del raggiungimento dell'orgasmo può essere prolungato anche per settimane o mesi, con l'obiettivo di conseguire una disciplina e una sottomissione particolarmente profonda e assoluta. Naturalmente, in questi casi, oltre alla consensualità, che è alla base di qualsiasi relazione di questo tipo, è indispensabile una attiva e volenterosa collaborazione del sottomesso, il quale deve imparare a vigilare sui propri desideri sessuali e a mantenerne il controllo, segnalando eventualmente al padrone o alla padrona, se questi lo desidera, le proprie difficoltà. Eventualmente, il padrone o la padrona potranno disporre l'uso di una cintura di castità di plastica o di metallo per ottenere un maggior controllo sull'effettiva astinenza sessuale del proprio sottomesso, e quindi in tal caso la semplice negazione dell'orgasmo diverrà castità forzata. L'utilità o la desiderabilità di una negazione dell'orgasmo a lungo termine è dal punto di vista del dominante una cosa evidente, dato che questi potrebbe utilizzarla come pratica per modificare il carattere, i comportamenti e le abitudini (non solo sessuali) del sottomesso astinente a proprio piacimento e in proprio favore. Nello schema mentale del sottomesso l'orgasmo (erotico o auto-erotico) sarà pensato e considerato come la ricompensa finale che deve guadagnarsi con la sottomissione, l'adorazione e la servitù al proprio dominante, e quindi non sarà più visto come un diritto dovutogli bensì come un privilegio da meritarsi. È evidente quindi la sinergia psicologica e fisiologica che rende un tale rapporto una forma potentissima di controllo della persona, pur se con iniziale consensualità.

http://femdomuniversity.forumcommunity.net/?t=38219572


Il mio schiavo in castità


martedì 10 marzo 2015

La castità maschile: un punto di vista maschile sulla questione

CINTURA DI CASTITÀ PER UOMO
Scritto da: Fulvio

Come tutti sanno la cintura di castità è nata come oggetto riservato alle donne (vedi cintura di castità per le donne) ed imposto loro dai mariti gelosi che partivano per le crociate o lunghe guerre.
Qui ora parliamo di quelle maschili che pare abbiano iniziato a circolare agli inizi del ‘900 per proteggere (sic) i ragazzi dal turpe vizio della masturbazione ritenuta fonte di ogni malanno. Ma per fortuna non furono oggetti che ebbero molta diffusione.

E’ solo con il diffondersi dell’SM che l’idea di una castità forzata si fa strada quale sacrificio imposto allo schiavo da una Padrona, ma più spesso quale auto imposizione dello schiavo in segno di una dedizione totale che giunge al punto da sacrificare il proprio piacere sessuale. Nei confronti di una Padrona reale oppure solo immaginata.

Le fantasie maschili in merito alla castità forzata sono in continuo aumento e di pari passo la diffusione e vendita di cinture di castità a cominciare dalla serie delle CB (Chastity Belt) 2000 poi aggiornata in CB 3000 ed ora (luglio 2011) è in commercio la CB 6000.
Si trovano anche altri tipi di cinture di castità maschili, qualcuno tenta un fai-da-te, qualcuno acquista un “Braccialetto di Kalì” ( KBT - Kali Theet Bracelet ) che è un tipo di cintura che va ad inibire l’erezione stessa tramite una serie di punte che sono rivolte verso l’interno di un cilindro nel quale “alloggia” il pene. Un accenno di erezione ed è già tortura.

Tra gli appassionati del tipo di cintura più diffuso c’è ampio dibattito per evidenziare pregi e difetti delle diverse serie della CB 2000/ 3000/6000.
L’oggetto di per sé non è complesso. Consta di un anello che viene messo alla base del pene e facendo passare dentro anche lo scroto. Poi vi è un involucro cilindrico detto gabbietta che viene unito all’anello e delle asticelle di diversa misura per stringere più o meno la gabbietta.

Le problematiche tecniche però sono tutt’altro che semplici. E’ un oggetto che si deve adattare a fisiologie molto diverse e non bastano anelli di diversa misura (ad es con la CB 3000 vengono forniti 5 anelli), ma si tratta di tarare anche le asticelle affinchè la cintura resti al suo posto ( si verifica talvolta che essa con certi movimenti del corpo si sfili), svolga la sua funzione che è quella di impedire non solo l’orgasmo ma anche la semplice erezione, non stringa troppo, non sia eccessivamente visibile sotto i pantaloni, consenta una adeguata pulizia.

Le necessità primarie sono proprio queste e come si può capire spesso una cozza contro l’altra, ed invece tutte devono essere presenti.
L’igiene è fondamentale e deve essere possibile senza ovviamente togliere la cintura di castità. Abbastanza frequenti sono i casi in cui per un movimento del corpo come il tendersi verso l’alto, produca lo sfilamento della cintura. Questo non deve avvenire per motivi facili da intuire e se avviene mentre una persona è per strada, in ufficio, in un negozio ecc, la protuberanza che si vede sotto i pantaloni è evidente. Ed a proposito di pantaloni, la cintura si deve poter indossare sotto i pantaloni senza che risulti intuibile da chi non deve sapere. Stringere troppo crea da subito problemi di circolazione sanguigna e allentare troppo oltre che portare a possibili sfilamenti della stessa, rende possibile una erezione o almeno una semi-erezione.

Come si vede i parametri da tarare molto bene sono molteplici.

La cintura di castità può essere un gioco tra partner che dura lo spazio di una festa, o di una giornata o di un week end dedicato al piacere SM. Dunque qualcosa che ha un inizio ed un termine ristretto in un arco temporale breve. In questo caso le necessità tecniche di cui sopra restano in secondo piano.
Altre volte la cintura di castità diventa uno stile di vita, un obiettivo da far durare settimane ed anche mesi.
E qui nascono i veri problemi. Il caso della cintura di castità è un classico caso dove fantasia e realtà cozzano tra di loro ben più che i parametri tecnici di cui sopra.
La fantasia di molti viaggia veloce sulla strada di un sacrificio stoico che mette a durissima prova la convinzione di essere schiavo, che fa sentire inappagati, in perenne stato di eccitazione, una eccitazione che si trasforma in perenne stato di sofferenza o può addirittura scomparire per un troppo a lungo denegato raggiungimento del piacere. Con l’obiettivo di sentirsi sempre più inutile come uomo maschio e pronto in certi casi al ruolo di marito cuckold (vedi cuckold) perché la compagna, laddove esista fisicamente, può essere soddisfatta oralmente oppure da un terzo che sostituisca l’ingabbiato.

Il fascino di queste sensazioni che cattura molti viene accresciuto dal fascino del rituale della chiave. La cintura viene indossata e il lucchetto serrato. Da quel momento inizia la prigionia. La chiave rappresenta allo stesso tempo la prigionia e la liberazione. Se il gioco è solitario, la chiave è spesso messa in posti strani, difficili da raggiungere. Se il gioco è a due chi detiene la chiave è chiamato “key holder”. Sarà lui e solo lui a decidere quando usare la chiave e lo schiavo ingabbiato non sa quando questo avverrà.

Come non riconoscere a tutto ciò un grande potere di attrattiva?
Ma la realtà è drammaticamente diversa dalla fantasia.
L’organo maschile è definito un capolavoro di ingegneria idraulica. Esso deve essere sempre irrorato dal sangue che deve circolare liberamente e le erezioni contribuiscono a rafforzare questa circolazione. Questo è anche lo scopo delle erezioni notturne di cui l’uomo neppure si accorge (non sono polluzioni) e che avvengono con intensità variabile ad intervalli più o meno regolari durante il sonno.
Ed inoltre, salvo per coloro che per es. per motivi religiosi pensano che la castità sia salutare per l’uomo, è ritenuto fondato che una regolare attività sessuale contribuisca a mantenere sana la prostata. E soprattutto che ad essa non faccia per nulla bene un perenne stato di eccitazione senza poi un libero sfogo del liquido seminale.
Non tenere conto delle esigenze fisiologiche del corpo, non rispettare i suoi naturali ritmi porta inevitabilmente a pagare prima o poi le conseguenze.

Cintura di castità dunque come gioco e non come stile di vita, questo sembra essere una conclusione plausibile.

http://www.gabbia.com/dizionario-bdsm/lettera-c/cintura-di-castita-per-uomo/

Gabriel in castità

Domina Goldy


sabato 7 marzo 2015

Entering Subspace – Altered States

"Il buon gioco BDSM comporta intensi scambi fisici, sessuali, psicologici ed emotivi, a volte come conseguenza di questo il sottomesso va in uno stato di alterazione. 
Questo è spesso definito come 'Subspazio' (o Subspace che dir si voglia). 
È un'esperienza difficile da definire in quanto si manifesta e viene vissuta in modo diverso in ogni sub.
C'è un Subspace fisiologica - l' 'high' (alto) che un sottomesso può sentire durante una scena, indotta attraverso un sostenuto intenso dolore / piacere. Questo innesca una risposta del sistema nervoso, di difesa naturale del corpo, producendo adrenalina, endorfine e encefaline, questo accade anche durante l'esercizio fisico o sport estremi. Questi producono un effetto analgesico e una sensazione di euforia. Aumentando così la tolleranza al dolore del/la sub permettendo alla scena, al gioco di raggiungere una maggiore intensità. I Sottomessi/e spesso descrivono l'esperienza come una fluttuante, spaziale, alla deriva al di fuori del sentimento o come stato di trance. Queste sensazioni sono in realtà il motivo per cui alcune persone si impegnano nel BDSM in quanto può essere molto coinvolgente. Il rovescio della medaglia è che di solito il giorno dopo si si può sentire molto giù, emotivamente svuotati e esauriti. Questo è a volte indicato come 'subdrop'.
Più complicato è la situazione di subspace psicologica - uno stato alterato in cui si sottomette del tutto ad un altro e si perde se stessi, è travolgente e non razionale. Questo è strettamente collegato ai sentimenti acuti di lussuria e amore quando si comincia un nuovo rapporto. E, possono essere inutili se si gioca con qualcuno che non si conosci bene in quanto può rendere vulnerabili.Va notato che non tutti gli stati 'high' fisiologici vengono prodotti attraverso lo stimolo del dolore, il profondo rilassamento che può essere raggiunto anche durante una sessione di bondage o scena deprivazione sensoriale come mummificazione può causare il rilascio di 'stati alti' naturali come le endorfine e neurotrasmettitori tali come dopamina e serotonina. Un/a Domme coscienzioso può capire entrambi questi tipi di 'ssubspace' e la responsabilità del potere che detengono. Manipolato correttamente questo stato può essere usato per fare una sessione BDSM al culmine dell'estasi sessuale per entrambi i giocatori."

"Good BDSM play involves intense physical, sexual, psychological and emotional exchanges, sometimes as a consequence of this the submissive goes into an altered state. This is often referred to as ‘Subspace’.  It is a difficult experience to define as it both manifests and is experienced differently by different subs.
There is physiological subspace – the ‘high’ a submissive can feel during a scene, induced through sustained intense pain/pleasure. This triggers a sympathetic nervous system response, the body’s natural defense, producing adrenaline, endorphins & enkephalins, this also happens during exercise or extreme sports. They produce an analgesic effect and a feeling of exhilaration. Thus increasing the pain tolerance of the sub allowing the scene to reach a greater intensity.
Submissive’s often describe the experience as a floaty, spacey, drifting off feeling or trance like state. These sensations are actually why some people engage in BDSM as they can be quite addictive. The downside is that usually the next day you can feel very down, emotionally drained and exhausted. This is sometimes referred to as ‘subdrop’.
More complicated is psychological subspace – an altered state where you submit so entirely to another you lose yourself, it is overwhelming and not rational. It is closely connected to the acute feelings of lust & love when in a new relationship. And, can be
unhelpful if playing with someone you don’t know well as it can make you vulnerable.
It should be noted that not all physiological ‘highs’ are produced through pain stimulus, the profound deep relaxation that can be achieved in an intense bondage or sensory deprivation scene like mummification can result in the release of ‘natural highs’ like endorphins or neurotransmitters such as dopamine and serotonin. 
A conscientious domme will understand both these types of ‘subspace’ and the responsibility of the power they hold. Manipulated properly this state can be used to take a BDSM session to the pinnacle of sexual ecstasy for both players."
http://www.theenglishmansion.com/blog/archives/11499


martedì 3 marzo 2015

Il mio schiavo Gabriele: sonda uretrale


Questa foto rappresenta una pratica definita in ambito Bdsm: clinical. 
L'unica che pratico ad oggi: l'uso delle sonde uretrali. Nello specifico vengono inserite nell'uretra delle sonde in acciaio chirurgico, preventivamente sterilizzate. Le sonde sono di misura crescente e finora le ho usate sia con il pene in erezione che non.

La cosa che mi piace di questa pratica è l'invasione e la violazione totale del corpo dello slave, anzi della sua parte più delicata e intima.

Vedere la sofferenza e il piacere quando infili lentamente la sonda e violi il corpo del tuo sub è un'esperienza molto piacevole per me.
Potere ed eccitazione sono per me parte integrante di questa pratica.

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