Not Safe For Work

Not Safe For Work

sabato 28 febbraio 2015

Sadomaso: chi lo pratica non è «strano». Anzi, è più «sano» degli altri.

Chi pratica Bdsm è più equilibrato secondo uno studio olandese
Ti piace «farlo strano»? Buon per te: sei più sano di mente degli altri. Secondo uno studio pubblicato su The Journal of Sexual Medicine, chi si dedica a pratiche sessuali «particolari», come bondage e sadomaso, potrebbe essere in realtà più equilibrato degli altri. Per entrare un po’ nell’argomento: con l’acronimo Bdsm vengono indicate pratiche relazionali e sessuali che uniscono bondage e disciplina (B&D) con sadismo e masochismo (S&M). Non si tratta però di mere azioni fisiche. Quella Bdsm è una vera e propria cultura, che parte dalla consensualità per muoversi tra utilizzo della safe word (la parola di sicurezza che mette fine ai giochi di ruolo), feticisti, amanti delle manette e via dicendo.
BDSM - Nella più recente edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (la guida di riferimento, a livello mondiale, per medici, psichiatri e psicologi), il Bdsm non è un disturbo, bensì una «fissazione sessuale insolita». I risultati pubblicati da Andreas Wismeijer e Marcel van Assen, ricercatori presso l’Università di Tilburg, in Olanda, partivano dal desiderio di confrontare i punteggi ottenuti in un'ampia varietà di test psicologici da persone Bdsm e persone «normali».
RICERCA - La ricerca ha visto i due scienziati esaminare 902 Bdsm e 434 non-Bdsm, ai quali è stato chiesto di compilare questionari che comprendevano domande sulla loro personalità, la capacità di gestire il rifiuto, lo stile di attaccamento nelle relazioni e il loro benessere in generale. Nessuno dei partecipanti era informato sullo scopo della ricerca. Il risultato è stato sorprendente. I punteggi più alti sono stati registrati da chi, nel Bdsm, gioca il ruolo di dominante. Il secondo posto è stato guadagnato dagli switch (coloro che si alternano nei ruoli di master servant); il terzo dai sottomessi. Tutti i «normali» – che la cultura Bdsm chiama «vanilla» per indicare l’ovvietà del «sapore», e quindi la mancanza di «carattere» – hanno raggiunto punteggi più bassi.
MENO NEVROTICI - Secondo lo studio, gli amanti del Bdsm si sono dimostrati più estroversi, più aperti a nuove esperienze, più coscienti di sé e meno nevrotici. Hanno dimostrato una minore sensibilità al rifiuto altrui – parametro che misura quando un individuo è paranoico rispetto all’idea di non piacere agli altri – e sono risultati essere più sicuri e sereni nelle loro relazioni personali. I ricercatori ritengono che il segreto dei Bdsm potrebbe consistere nella loro maggiore consapevolezza dei propri bisogni e desideri sessuali: una situazione che diminuisce la frustrazione nelle relazioni fisiche ed emotive.

Elisabetta Curzel
http://www.corriere.it/scienze/13_giugno_03/sadomaso-praticanti-sanita-mentale_8c27c3c2-cbbb-11e2-8266-15b8d315b976.shtml

venerdì 27 febbraio 2015

Cinquanta sfumature di Grigio e le pratiche BDSM

Un passo indietro nella rappresentazione della comunità BDSM (Bondage e Disciplina, Dominanza e Sottomissione, Sadismo e Masochismo) con "Cinquanta sfumature di grigio". 
La sua uscita nelle sale cinematografiche il giorno di San Valentino è stata una trovata di marketing di sicuro successo: il film di Sam Taylor-Johnson tratto dal best-seller “Cinquanta sfumature di grigio” ha guadagnato nel primo weekend di programmazione quasi 82 milioni di dollari soltanto negli Stati Uniti, con un totale di quasi 249 milioni su scala mondiale. Numeri che pongono il film tra le uscite di maggiore successo negli ultimi anni, superando gli incassi di Avatar del primo weekend.
Lasciando da parte la qualità artistica della pellicola, come se la cava “Cinquanta sfumature” nella rappresentazione della cultura BDSM?
Non troppo bene, sostiene la scrittrice e terapista Tania Glyde in un articolo su The Lancet Psychiatry.
Un passo indietro: l’acronimo BDSM indica l’insieme delle pratiche sessuali che ricadono nel contesto di Bondage e Disciplina, Dominanza e Sottomissione, Sadismo e Masochismo. Comportamenti che fanno parte del repertorio sessuale di una minoranza non troppo esigua della popolazione – i dati sono piuttosto variabili, da un 1,8% che emerge da un sondaggio australiano del 2008 all’11-14% di un’ampia ricerca condotta nel 1993 negli Stati Uniti.
Che si tratti di un orientamento, di uno stile di vita o di un’attività occasionale introdotta nella propria vita sessuale, la scelta di una pratica BDSM deve spesso scontrarsi con l’idea che si tratti di comportamento deviato. Parafilia è il termine che è stato usato in ambito psichiatrico per indicare la preferenza sessuale per oggetti, situazioni o individui “atipici”, e fino al 2013 tutte le pratiche che rientravano in questa categoria erano considerate potenziali disturbi psichiatrici. È con la revisione del manuale diagnostico DSM-5 del 2013 che sono stati introdotti due termini distinti per cercare di chiarire il confine tra una preferenza sessuale e un disturbo da curare; per disturbi parafilici si intendono ora soltanto quelle parafilie che causano in chi le pratica un’angoscia che non deriva soltanto dalla disapprovazione sociale, o che coinvolgano persone incapaci di dare un valido consenso.
http://adv.publy.net/it/www/delivery/lg.php?bannerid=2997&campaignid=559&zoneid=926&loc=1&referer=http%3A%2F%2Fwww.agoravox.it%2FCinquanta-sfumature-di-Grigio-e-le.html&cb=6a7e925407
Fino a quel momento, scrive Glyde su The Lancet, «le persone a cui piaceva il sesso kinky [NdR il termine si potrebbe tradurre come “eccentrico”] erano materiale per casi di studio, considerate danneggiate dal punto di vista psicologico e potenzialmente dannose per gli altri. I dominatori era visti come sociopatici sadisti, e i sottomessi come persone costrette a quel comportamento da abusi passati». Una visione molto diversa da quella che emerge dalla comunità BDSM, le cui pratiche si fondano sul consenso reciproco, e che secondo alcuni studi non presenta livelli di disagio psicologico maggiore di chi pratica un sesso più convenzionale.
«Poiché il BDSM e altri tipi di sperimentazione possono essere rischiosi, e poiché tendono a spingere al limite le zone di comfort degli individui, le persone interessate a queste pratiche hanno stabilito comunità che seguono regole rigide sulla sicurezza e il consenso», scrive su The Atlantic la giornalista Emma Green.
Ed è proprio su questi temi che “Cinquanta sfumature di grigio” sembra rappresentare un passo indietro potenzialmente pericoloso nella rappresentazione del BDSM. Innanzi tutto con la presentazione di un uomo, Grey, che si comporta da stalker sociopatico e che sembra mostrare queste preferenze come risultato di un abuso sessuale subito – una correlazione non comune tra i praticanti di BDSM ma spesso considerata erroneamente una causa di questi comportamenti. La stessa idea di consenso sembra poi essere messa in discussione dalla scarsa convinzione della “sottomessa” Ana, che sembra subire più che scegliere le pratiche a cui si sottopone, rimarcando il pregiudizio di passività e debolezza psicologica legato a questo ruolo.
Le difficoltà che possono incontrare le persone che praticano BDSM non sono molto diverse da quelle che hanno affrontato (e spesso tuttora affrontano) gli omosessuali, suggerisce nel suo articolo Tania Glyde. Nonostante il tentativo di miglioramento introdotto dal DSM-5, non è raro che psicologi e terapisti considerino i comportamenti sessuali “anomali” dei loro pazienti come un problema da trattare prima di poter continuare il trattamento. Non diversamente da quanto poteva succedere fino a pochi decenni fa a un paziente omosessuale – l’omosessualità è stata infatti declassificata da disturbo mentale nel DSM soltanto nel 1973.
La diffusione di una visione patologica dei comportamenti BDSM rischia di ritardare il processo di normalizzazione in atto nei confronti di queste pratiche.
«Quando una società accetta la libera realizzazione sessuale di minoranze, come della maggioranza, un cambiamento è possibile», conclude Glyde. «Oggigiorno, i terapisti che rifiutano o considerano malate alcune persone a causa di comportamenti BDSM stanno perdendo un’occasione di imparare, ma soprattutto stanno mettendo a rischio la salute dei loro pazienti e clienti. Ora abbiamo la possibilità di cambiare le cose».
Fonte: http://www.agoravox.it/Cinquanta-sfumature-di-Grigio-e-le.html

martedì 24 febbraio 2015

Il collare



Il collare è il segno che permette universalmente di identificare, nel mondo del BDSM, il ruolo e l’appartenenza di chi lo indossa. Semplificando, indossare un collare, significa dichiarare la propria sottomissione, l’appartenenza ad un Dominatore e più generalmente al mondo del BDSM.
Il collare si riceve in dono, impossibile che il sottomesso lo indossi di sua iniziativa e simboleggia un impegno che viene paragonato a quello delle fedi di nozze. L’atto con cui il Dom offre il collare e il sub lo accetta è detto collarizzazione e in genere, ha per i protagonisti l’importanza di una vera e propria cerimonia. Il collare ha anche la funzione esteriore di dichiarare, fuori dall’intimità, l’appartenenza.
Il collare è simbolo della potenza e del totale controllo che il Dom ha ed esercita su chi incarna il ruolo di sottomesso. Anche se, non deve mai stringere la gola e non deve bloccare il respiro, il fatto che si indossi al collo, rappresenta potenzialmente  il potere, appunto, del Dominante di disporre della vita o della morte del sottomesso. 
Per il Dom donare il collare significa scegliere e riconoscere  al sottomesso il proprio ruolo. Vuol dire dichiarare la proprietà su quella persona, denotare chiaramente che il sub appartiene a lui/lei. Il collare è un dono che può assumere anche una valenza paragonabile ad una dichiarazione di amore: è un segno per affermare una scelta, confermare il desiderio di possedere totalmente il sub. Può essere donato in premio dopo un percorso di iniziazione o offerto come una grandiosa ricompensa.
Ricevere il collare, invece,  è l’evento a cui ogni sub aspira. 
Indossare un collare, per un sottomesso, ha un valore forte sia sul senso di appartenenza che si prova immediatamente, quando questo cinge la gola, che a livello di sensazioni. Il collare implica legame, ubbidienza, dedizione totale, è un oggetto che ha il potere di completare quasi fisicamente il sub. E’ un accessorio che entra a far parte della sua carne, che veste e compie la sua sottomissione. Il collare ha anche una duplice valenza. Se infatti da una parte, indossare un collare, è quanto di più umiliante si possa immaginare, dall’altra in ambiti BDSM, è un simbolo che si ostenta con fierezza. Mortificante psicologicamente, per i rimandi al mondo animale, perché da sempre simbolo di schiavitù, di crudele sottomissione e di inferiorità, il collare, trae proprio da questa forte simbologia, la sua essenza e il suo significato. Nonostante il sub che  lo indossa sia equiparato, per esempio, ad un cane, invece di venirne umiliato, egli, lo ostenta, seppur a testa bassa, con fierezza, perché  rappresenta il segno più tangibile della realizzazione del suo desiderio di appartenere.
L’uso del collare nel BDSM può essere vario. C’è chi lo indossa o lo fa indossare solo nella sessione di gioco BDSM, altri chiedono e desiderano di indossarlo sempre. Esistono molti tipi di collari, ognuno scelto a seconda dei gusti e delle preferenze. E’ in uso anche un modello, detto collare gioiello, che appunto, come suggerisce il nome, del collare ha solo la simbologia. L’aspetto infatti, è quello di una collana o di una normale catenina. Il collare gioiello è la più sottile forma di comunicazione in codice tra Dom e sub, i riferimenti al valore simbolico infatti, sono compresi solo tra chi è ammesso a conoscere le regole, i valori e i rimandi del gioco, rappresentando quindi un meraviglioso ed intimo linguaggio segreto proprio del BDSM.

Fonte: http://desiderosamente.it/legami-co/semiotica-del-bdsm-il-collare/


lunedì 23 febbraio 2015

domenica 15 febbraio 2015

giovedì 12 febbraio 2015

Me and a slave







Rack

Acronimo inglese derivante dall'espressione "Risk-Aware Consensual Kink", è un termine che sta indicare, nell'ambito della comunità BDSM, l'insieme delle attività sessuali ritenute accettabili a patto che gli eventuali rischi presenti siano accettati consensualmente da tutti i partecipanti.
Più nel dettaglio, l'acronimo Rack sta a indicare:
·         Risk (rischio): conoscenza approfondita dei rischi connessi a determinate attività sessuali
·         Aware (consapevolezza): consapevolezza e accettazione completa di questi rischi
·         Consensual (consensuale): presenza di un accordo fra tutte le parti relativo alle attività svolte e ai rischi connessi
·         Kink: termine che sta genericamente a indicare le forme di sessualità alternative.
L'ideologia connessa al RACK contrasta per certi versi con quella praticata dalla maggioranza degli esponenti del BDSM, ed espressa sinteticamente nell'acronimoSSC, ovvero sano, sicuro e consensuale. In questo caso, infatti, invece di porre l'accento sulla maggior sicurezza possibile da perseguire nell'ambito del sesso, i praticanti la sessualità descritta come RACK ritengono corrette anche attività sessuali prive dei requisiti di sicurezza e igiene previsti dalla formula SSC, purché svolte consensualmente. Viene ad es. in questo senso messo in discussione l'utilizzo della cosiddetta safeword, ovvero la parola chiave che la persona sottomessa può utilizzare a sua discrezione per interrompere una pratica sessuale non più gradita.
Va in ogni caso ricordato che l'adesione di tutti i partecipanti a una attività sessuale, ancorché espressa secondo la filosofia del RACK, non esonera gli autori di eventuali crimini o danni fisici a persone dalle responsabilità penali previste dalla legge.


Fonte: Wikipedia

Safe, Sane and Consensual

SSC, sigla inglese di Safe, Sane and Consensual, ovvero, in italiano, "sicuro, sano e consensuale", è una terminologia a cui fa riferimento una parte della comunità BDSM per identificare la cornice minima di sicurezza entro cui dovrebbero svolgersi le attività loro proprie; in particolare essa identifica una responsabilità ben precisa che il cosiddetto "Dom" assume nei confronti della persona a lui sottomessa ("Sub").
In particolare:
·         Sano: questo termine sta a indicare la necessità di salvaguardare l'integrità fisica e psicologica di tutti i partecipanti.
·         Sicuro: ovvero le attività devono svolgersi in sicurezza, essendo state osservate tutte le cautele a scopo di prevenire ogni tipo di danno non volontario.
·         Consensuale: ovvero deve essere concordato preventivamente, fra i partecipanti, lo scopo dell'attività o la forma della relazione e i limiti entro cui queste devono svolgersi, e deve essere assicurato in ogni momento il diritto, per i partecipanti, di ritirare il proprio consenso anche senza fornire ulteriori spiegazioni.

Quest'ultimo è sicuramente il punto più delicato: in una scena BDSM, infatti, la netta distinzione di ruoli fra persona attiva o dominante e persona passiva o sottomessa, comporta, necessariamente, una sorta di affidamento da parte di quest'ultima, che non può comportare sempre una preventiva e dettagliata contrattazione di ogni attività svolta. È per questo che alcune comunità BDSM hanno preferito alla fraseologia SSC l'acronimo RACK (Risk Aware Consensual Kink), ovvero un consenso informato e consapevole dei rischi propri di chi svolge attività sessuali di tipo alternativo.

Fonte: Wikipedia 

Slave (BDSM)

Con il termine slave (in italiano schiavo), nel lessico proprio alla comunità BDSM, ci si riferisce generalmente al soggetto, di sesso maschile o femminile, in condizione di sottomissione fisica e/o psicologica rispetto al soggetto dominante (Dom).
Contrariamente al mondo anglosassone, in Italia è invalso l'uso improprio di denominare come slave chiunque pratichi BDSM come sottomesso, ignorando quasi completamente termini intermedi come sottomessosub e altri. In realtà, essereslave è la forma più estrema di sottomissione e consiste nel far dono di sé al soggetto dominante, che in tal caso può essere una Mistress (padrona) o un Master (padrone), rinunciando in modo totale a qualunque forma di parità.
Lo slave si identifica nell'appartenenza al proprio padrone, fermo restando che ciò avviene sempre nell'ambito di rapporti consapevoli e consensuali identificabili come SSC o RACK e che tale "appartenenza" non ha nessun valore legale. Pochissimi, anche in ambito BDSM, sono slave, la qual cosa, in base a quanto detto, si configura come una vera e propria scelta di vita che va ben oltre il gioco occasionale. In modo più specifico, lo/a slave è colui o colei che vive la condizione di sottomissione all'interno di una relazione continuativa (24/7) o comunque prolungata nel tempo e comprendente aspetti sentimentali, relazionali e sessuali, sempre se ciò è voluto dalla parte dominante.

fonte: Wikipedia


mercoledì 11 febbraio 2015

B.D.S.M.

Il termine BDSM è un acronimo che identifica e definisce un insieme di pratiche relazionali e/o preferenze sessuali basate sulla dominazione e la sottomissione.

BONDAGE, DISCIPLINE, DOMINATION/SUBMISSION, SADISM/MASOCHISM (BONDAGE, DISCIPLINA, DOMINAZIONE/SOTTOMISSIONE, SADISMO/MASOCHISMO).

Il BDSM è un modo di relazionarsi tra persone adulte e capaci di intendere e di volere che consensualmente mettono in pratica uno scambio di potere.

Sicurezza, Sanità e Consensualità, sono alla base di ogni buona pratica BDSM.





Il mio schiavo John e la mia sissy Debbie


Che dire di questa foto del 2013...
E' la foto che rappresenta il mio potere e la mia Dominazione su 2 miei devotissimi slaves: John e Debbie.
Sessione intensa e difficile, come lo sono sempre le sessioni con 2 slaves contemporaneamente, poichè bisogna tenere conto delle energie che si instaurano tra la Padrona e gli schiavi e tra gli schiavi stessi.


martedì 10 febbraio 2015

La Partenope Oscura Play Party

 

Momenti di gioco al Play Party della Partenope Oscura

Debbie




Terminologie di Dominazione al femminile

Tradizionalmente un antico titolo di rispetto e saluto per Donne a capo di famiglia o responsabili in gruppi famigliari (famiglia estesa) nel linguaggio anglosassone. Un esempio di Mistress Shakespearian ‘The Merry Wives of Windsor ’. In realta’, tale titolo non distingueva fra Donne a capo famiglia sposate o non. Indicava piuttosto la responsabilita’ di ‘Padrona di casa’ (Lady of the House), indipendentemente dallo stato di famiglia. Il termine infatti veniva usato anche per indicare responsabilita’ di ruolo sociale, come ad esempio ‘Schoolmistresses’ (Diretrici d’istituti), o Insegnanti in generale (sia publiche che private). L’uso del termine Mistress era applicato anche in termini economici come il ‘possedere gestione di propieta’. Questo come datrice di lavoro (donne che impiegavano servitu’), che come Padrona (donne che possedevano schiavi) o Proprietaria terriera. Oggi giorno ancora esiste l’uso di tale termine nel quotidiano nelle abrevazione di titolo (Signora) in Inglese (Mrs. Miss. Ms.).
- Su tali basi di ruolo (in termini d’indipendenza o responsabilita’ sociali), il termine venne usato storicamente per indicare Donne con amanti uomini sposati, che (al contrario delle concubine) non avevano una relazione legale con essi, o fossero dipendenti da questi. La Mistress amante, in senso lato, era (storicamente) spesso una donna benestante, culturata ed indipendente, avvolte di origini nobili, o di alta classe. Doni ed offerte erano espressioni di affetto e rispetto da parte di un amante, e non forme di pagamento (come per prostitute) o di mantenimento (come per concubine). Un esempio, la famosissima ‘Madame de Pompadour (Mistress del Re Louis XV di Francia nel 1750). L’equivalente al maschile del termine Mistress-amante e ‘Paramour’, o (18-19 secolo) ‘ Cicisbeo’ o ‘Cavalier Servente’ (galante ed amante di Donne sposate).
- Da non scordare, che sia tradizionalmente che storicamente, il termine Mistress ha da sempre indicato ‘l’Altra’ partener in un rapporto fra Donne, in cui almeno una di queste sposata. Mistress (di una Donna sposata) si riferiva storicamente a donne bi o lesbo, che (storicamente per costrizione sociale) erano forzate al matrimonio) o semplicemente amavano avere relazioni propie, al difuori del loro rapporto etero.
- La combinazione di tali significati, viene oggi rilegata in termini di BDSM, nel ruolo di Dominatrix e hanno contribuito a costruire l’immagine fantastica dell’Essere Mistress. Per Mistress appunto, s’intende Donna Dominante, Padrona e in posizione di responsabilita’ all’interno di un rapporto M/s. La connotazione SadoMasochistica, a tale termine, deriva propio da parametri disciplinari (in termini SM) presenti nel significato sia tradizionale che storico descritti sopra. Il termine Mistress all’interno delle cominita’ BDSM e’ particolarmente preferito da Dominatrix che fanno Scambio di Potere e Lifestylers, e non gioco di ruolo. Consequentemente il termine e’ piu’ specificatamente rappresentativo nelle relazioni M/s: Mistress/slave-TPE (Total Power Exchange).



WOMAN/FEMALE-MASTER
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- Per dovuta precisazione, nello scegliere l’uso del termine ‘Donna-Master’, in alternativa al termine Mistress, devo precisare, che tale termine e’ favorito principalmente all’interno del mondo BDSM Lesbico. Terminologia meglio conosciuta come ‘Female Leather Masters’.
In particolarmodo, la scelta di Mistress Lesbiche di usare il termine Master, o piu’ precisamente ‘Women o Female-Master’, nasce dal rifiuto di accettare una terminologia legata a termini storici (Mistress di un uomo, etc..) che rilega tradizionalmente un significato etero, in termini sia sessuali che sociali, piu’ passivo a tale terminologia. In questo senso, la Woman/Female-Master (al contrario del termine Dominatrix), prende tutte le prerogative date tradizionalmente al termine ‘Master’ (al contrario del termine piu’ generale di Dom) e i suoi parametri di funzione e natura, senza le riminescenze tradizionalistiche delle realta’ eterosessuali. Una Woman-Master, e’ Padrona e Master della sua slave-house, e Mentor delle sue schiave.
- Raccomando la lettura di testi scritti, come guide ed esperienze del mondo BDSM Lesbico e le sue realta’, parametri, e rapporti FMaster/slave, da varie Women-Masters [ie. come le edizion speciali sul Female Leather Master della rivista ‘Power Exchange Magazine’ – An Alternative Lifestyle Publication].



DOMME
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- Dal Latino ‘Dominatrix’ (Donna in Comando). Piu’ precisamente, il termine Domme, e’ un termine formato dalla variazione pseudo-Francese del termine piu’ popolare (slang) di Dom (abbreviazione di Dominante). Originariamente anch’essi derivanti dal Latino (‘Dominus’ = Master) ‘Domina’ = Mistress.
- Una Dominatrix e’ una Donna che prende il ruolo di Dominante in ‘vincilagnia’ (bondage) e discipline, dominance and submission o BDSM.
- Le forme piu’ comunemente usate nel linguaggio di un submissive nel riferirsi ad una Dominatrix, sono appunto "Mistress", "Ma'am", "Domina", "Maîtresse", “Madame’, e non ‘Domme’ per se.
- Da notare che una Dominatrix non necessariamente domina partners maschili, ma puo’ avere sub di tutti e sei i sessi (f/m/lesbian/gay/TS/TG). Non denota quindi l’uso del termine esclusivamente in termini eterosessuali.
- ‘Prendere il ruolo’ di Donna Dominante o al Comando, non determina una natura necessariamente permanente di Dominazione, ma rappresenta appunto un ‘ruolo’ che puo’ essere espresso sia in termini di attivita’ erotiche (all’interno di parametri di ruolo sessuale per esempio), che temporali: una funzione dominante che si manifesta solo (e spesso con limiti) in certi aspetti della vita di una Donna, o solo in certe circostanze.
- All’interno di quest’ultimo caso, troviamo sia Donne quindi, che non sono di natura principalmente Dominante (come invece nel caso di Mistress e Women-Masters), ma amano interpretare il ruolo della Dominatrix nei loro giochi sessuali, o che amano dominare solo alcuni tipi di partners (Domme-Switch). Fra queste presenti anche Donne di natura sub, che hanno la capacita’ di dominare (usualmente non nata come tendenza naturale ma dall’ esperienza e il training vissuto in rapporti submissive ad un/a Dominante), piu’ popolarmente riferite come ‘Top’ (ovvero ‘topping’ come pratica di ruolo casuale).
- C’e’ da ricordare che il termine Dominatrix, non e’ molto usato all’interno delle comunita’ BDSM. Si preferisce l’uso del termine piu’ generico di Domme o Mistress (in riguardo a Women-Masters). Chi fa’ uso attivo del termine ‘Dominatrix’, sono generalmente scrittori e giornalisti, che per Dominatrix intendono attivita’ Pro-Domme spesso in linguaggio sensazionalistico, referendosi a scandali publici, etc. (vedi sotto per il termine Pro-Domme).
- Il termine Domme all’interno delle cominita’ BDSM, e’ particolarmente preferito da Dominatrixs che preferiscono ‘il gioco di ruolo’ allo ‘Scambio di Potere’, o che non cercano realta’ di ‘Scambio di Potere Totale’. Consequentemente il termine e’ particolarmente rappresentativo in relazioni D/s: Domme/sub PE (Power Exchange).



FEM-DOMME
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- Non e’ un termine indicato a rappresentare una Mistress, Women-Master, o Domme, ma si riferisce piu’ generalmente alla Dominazione Femminile dove la partner dominante e’ Donna e il/la sub puo’ essere di vari sessi. Quando si parla di Fem-Domme quindi non ci si riferisce alla persona (o persone) in ruolo, ma ad un tipo lato di Dominazione. Sotto il termine Fem-Domme infatti troviamo in uso terminologie (spesso in relazione etimologica) come Lady, Maitress, Maidress, Matress, Regina, Madre, Momina, Ama (Spagnolo), Joosama (regina in Giapponese), Domina, Goddess, Emperess, etc..
- Il FemDom traduce il ‘Potere Sessuale per le Donne’ in termini pratici e quotidiani di Scambio di Potere. L’essere sub (di qualunque sesso sia), serve all’interno di tali parametri, in una struttura di Supremazia Femminile. Il Fem-Dom puo’, o non, contenere pratiche di carattere SadoMaso, non fini a se stessi come pratiche BDSM o sessuali, ma all’interno di un parametro appunto di valori FemDom (sia PE che TPE).
- Naturalmente, le attivita’ femdom comprendono varie pratiche BDSM, ma con una forte tendenza ad associazioni di radical feminism, che sia esso di carattere filosofico, o semplicemente rinchiuso all’interno di fantasie.
- Da sottolineare che ad ogni caso, i partecipanti in questo Stile di Vita, conformano ovviamente (modelli della comunita’ BDSM) sia al SSC (sicuro, sano e consensiente) che al RACK (Risk-Accepted Consensual Kink).



PRO-DOMME
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- Il lato Professionale di Dominatrix (ed equivalente al maschio Pro-Dom).
Sotto tale termine troviamo sia Donne di natura Dominante (Mistresses) che Donne in ruolo Domianante (Domme). La differenza sostanziale nell’uso del termine Professionale applicato davanti al termine Dominatrix, si trova nel tipo di attivita’ professionale che queste operano.
- Essendo queste, attivita’ di Dominazione Professionale, vengono come tali retribuite da chi usa tali servizi. Il termine Pro (al contrario di una connotazione piu’ popolarmente usata) non sta’ appunto per ‘prostituta’ (abbiamo gia’ visto prima la differenza del termine storico-tradizionale fra la figura e ruolo d’amante della Mistress e quella di Concubine, o Prostitute), ma per Professionista.
Pro-Domme = Professionista della Dominazione. La Pro-Domme (nel termine originale-professionale) , non esegue attivita’ di scambio strettamente sessuale, ma di Scambio di Potere, Training in submission, SadoMaso, etc... Altri tipi di attivita’ Pro-Domme variano da quelle organizzative (eventi, centri BDSM, corsi) a quelle fetish-artistiche (modelle Domme, dimostrazioni publiche, workshop, scritti, etc...).
Attivita’ Professionali di carattere Dominante che vengono retribuite, possono essere (dipende dalla legislatura locale) ritenute illegali o non. Rimane di fatto che molte Pro-Domme sono attive (in termini di contribuzione sociale) all’interno delle comunita’ BDSM, promuovono e si offrono nell’organizare ed agevolare eventi ed incontri (non di natura mercenaria ovviamente), da seminari, a munch, ad esibizioni, etc.. Spesso sono disposte ad assistere la crescita o prendere sotto tutoring, Domme che vogliono divenire Mistress (e non necessariamente in termini Professionali, ma aquistando l’esperienza delle Pro-Domme).
- Da notare che una Pro-Domme reale, non gioca di ruolo ma e’ amante dello Scambio di Potere (non in tutte le sue forme pero’) ed usa la propia natura ed esperienza di Dominante mantenendosi (che sia a lungo o breve termine) finanziariamente in tali attivita’. Domme Mercenarie che giocano di ruolo, non sono strettamente considerate all’interno della cumunita’ BDSM, come Pro-Domme, ma come Prostitute in ‘role play’, spesso offrendo forme di ‘sesso estremo’ e non Scambio di Potere. Il termine Dominatrix e’ diventato quindi sinonimo di Pro-Domming esclusivamente di natura femminile (non esiste un termine equivalente alla ‘Dominatrix’ interpretato come ProDom infatti).
- Donne Dominanti, attenzione quindi nell’uso della parola Dominatrix in referenza alla vostra persona (se non fate attivita’ ProDomme). E’ preferibile definirsi Domme, o Mistress (assecondo appunto la vostra natura e pratiche svolte).

La proprietà intellettuale di testi, contenuti: i materiali contenuti in: http://bdsmcultura.blogspot.it/search/label/TERMINOLOGIE%20DI%20DOMINAZIONE%20AL%20FEMMINILE

domenica 8 febbraio 2015

Dove mi trovare in alternativa

https://it.pinterest.com/animodomiv/

https://www.tumblr.com/blog/dominagoldy

https://fetlife.com/users/894231


La mia sissy Debbie

P.S.:

Ah dimenticavo!
Non sono una Professional Domme o 

Pro-Domme.
Sono semplicemente una Domme o Mistress.



Per chi non sapesse il significato della parola, segue breve spiegazione: 

"A female who primarily offers BDSM services for a fee, but "not necessarily" sex. 

A Pro-Domme will generally be more serious about the BDSM lifestyle. 
Domme is the female version of 'Dom', which itself is simply a shortened version of  Dominant."

"The term dominatrix is sometimes used to describe a professional dominant (or "pro-domme") who is paid to engage in BDSM with a submissive. An appointment or roleplay is referred to as a "session", and is often conducted in a dedicated professional play space which has been set up with specialist equipment, such as a "dungeon". In the contemporary era of technological connectivity, sessions may also be conducted remotely by phone, email or online chat.
To differentiate women who identify as a dominatrix but do not offer paid services, non-professional dominants are occasionally referred to as a "lifestyle" dominatrix or Mistress. It should be noted that the term "lifestyle" to signify BDSM is occasionally a contention topic in the BDSM community and that some dominatrices may dislike the term. Some professional dominatrices are also "lifestyle" dominatrices - i.e., in addition to paid sessions with submissive clients they engage in unpaid recreational sessions or may incorporate power exchange within their own private lives and relationships."

Cit. Wikipedia, urbandictionary 

Chi sono

Dunque raccontare chi sono... 
E' molto difficile.
Non amo scrivere molto, sono una donna di poche parole, ma visto che ho deciso di aprire un blog qualcosa dovrò pur scrivere :)

Sono una Donna Dominante, una Mistress, una Bbw.

Donna Dominante da sempre, ma mi affaccio al Bdsm nel 2009, grazie a una serie di fortunate coincidenze.

Ora sono qui: faccio in modo che il Bdsm sia sempre occasione di divertimento per me e per chi ha l'onore di servirmi ed esplorare con me il grande e variegato mondo del Bdsm italiano.


Some of my interests include: 

Impact Play 
Caning 
Heavy Tease and Denial 
Obedience Training 
Whipping 
CBT / Ball Busting/Genital Torture 
Humiliation 
Nipple Torture Latex 
Mummification
Electrical Play 
Torture Female Slave Training 

Benvenuti....


Benvenuti nel mio blog personale.

Il mio spazio BDSM.

Il mio mondo BDSM.


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